Вторник, 19 Июня, 2018

L'esordio di Conte in Parlamento: pensioni, flat tax ed Europa

Armando Siri Armando Siri
Esposti Saturniano | 08 Июня, 2018, 15:55

L'ambizione è quella di riuscire a contare di più rispetto al passato, di essere maggiormente presenti ai tavoli istituzionali della Ue, di riuscire a dettare almeno una parte dell'agenda delle riforme, a cominciare dal tema degli immigrati e dal fatto che maggiore sicurezza e controllo, sul nostro territorio, può anche significare un contributo finanziario europeo, visto che la Merkel, come altri esponenti europei, ammettono apertamente che sul tema siamo stati in qualche modo abbandonati da Bruxelles. e dai principali partner.

La teoria non è nuova e si chiama trickle down, sgocciolamento. Con la flat tax passerebbero al 20 per cento, mentre la loro aliquota media (ossia l'incidenza effettiva dell'imposta versata su tutto il reddito) che oggi - salvo i pochi redditi altissimi - è tra il 30 e il 40 per cento scenderebbe a un livello comunque inferiore al 20 per cento. Il significato della "flat tax" per le imprese, come ha chiarito Siri ad Affaritaliani, va inteso come un'estensione dell'aliquota Ires, ora applicata solo alle società di capitali, "anche alla società di persone, alle partite Iva eccetera". Ovviamente non potrà mancare un accenno all'euro e in questo caso il canovaccio appare già scritto: vogliamo restare dentro il sistema monetario, ma vogliamo anche cambiarlo. Diverso invece se in una famiglia ci sono due redditi e un figlio.

Chi al momento paga le tasse sul reddito con le due aliquote più alte (cioè 41 e 43 per cento, destinate ai redditi oltre i 55 mila euro l'anno) vedrà le proprie tasse sul reddito più che dimezzate. I contribuenti a reddito medio-basso invece, che oggi versano già meno del 15 per cento medio magari grazie a detrazioni e deduzioni, potrebbe rischiare addirittura un aggravio di imposta pur tenendo conto della deduzione-base di 3 mila euro per ogni componente del nucleo familiare pensata per assicurare la progressività.

Altro dossier con il quale dovrà confrontarsi il neoministro Tria è quello del reddito di cittadinanza, che prevede 780 euro mensili per chi ha perso il lavoro. È prevista per questo una clausola di salvaguardia per permettere ai redditi bassi di calcolare l'imposta secondo le regole attuali se sono più convenienti. "La riduzione di gettito", il dato è sempre di Lavoce.info, "sarebbe di circa 50 miliardi". Metà degli italiani, infatti, dichiara di guadagnare meno di 16 mila euro l'anno: dall'attuale sistema non otterrà nessun vantaggio o quasi. Qualche punto interrogativo ancora da chiarire.

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