Martedì, 16 Ottobre, 2018

UE, riforma Dublino; no anche dalla Germania

Immigrazione, anche la Germania dice no a riforma regolamento di Dublino Che cos'è e cosa prevede il regolamento di Dublino
Evangelisti Maggiorino | 07 Giugno, 2018, 17:12

Non si sono espressi Estonia, Polonia e Gran Bretagna. Si legge su Ansa. Attualmente, coloro che vengono trasferiti in virtù di Dublino non sempre sono in grado di accedere a una procedura di asilo.

La prima cosa da fare è quella di chiudere le frontiere, solamente a quel punto si potrà dire in che modo saranno suddivisi i compiti tra i vari paesi. L'Italia, assieme alla Spagna e i Paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria) hanno detto no alla riforma del Trattato di Dublino sulla politica di asilo.

Totalmente pessimista la linea del Belgio dopo il voto contrario di sette Paesi. Gli altri 18, pur non soddisfatti lasciano la porta aperta al negoziato, al summit. Si apprende da fonti a Lussemburgo. Viene superato anche il criterio del 'primo ingresso', deresponsabilizzando il Paese di arrivo a favore di un meccanismo permanente di ricollocamento.

La riforma delle regolamento di Dublino sul diritto d'asilo dovrà attendere. "La riforma è morta", ha affermato il sottosegretario di Stato belga responsabile dell'Immigrazione, Theo Francken, all'uscita dalla riunione. "L'invito è invece quello di andare avanti con le proposte di riforma dell'Europarlamento che sancisce l'automatismo della redistribuzione dei richiedenti asilo". Lo dice il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini. Piuttosto cerchiamo di aiutare in qualsiasi modo il governo della "nuova" Italia.

Bruxelles e Berlino, infatti, spingono per chiudere prima che il dossier finisca nelle mani della presidenza austriaca 'hardliner' sui migranti e che non ha quindi nessun interesse ad avanzare.

L'Italia è stata una delle promotrici di questa opposizione insieme ai paesi del Videgrad. C'è un clima politico più duro. Così il ministro alla migrazione svedese Helene Fritzon, al suo arrivo al consiglio europeo Affari interni, a Lussemburgo.

"Per Pasqua avremo un compromesso" sulla riforma del regolamento di Dublino "ma non so ancora in quale anno". Perché se gli aspetti della questione sono molteplici - dal ruolo di Frontex ai rimpatri sino ai fondi Ue - il nodo da cui dipende l'esito del gioco è la modifica del sistema d'asilo europeo. Il regolamento vigente stabilisce in particolare quale Stato debba farsi carico della richiesta d'asilo fatta da una persona che arriva in territorio europeo.

Nella sessione plenaria, ci si è occupati anche dei lavoratori distaccati, ossia quei lavoratori che svolgono temporaneamente la propria attività all'estero. Danno la sensazione che l'Italia e' pronta a tentare di abbandonare la UE, fuori via tutti, rimaniamo soli e non abbiamo bisogno di nessuno. Lo steso ha fatto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che, parlando dell'Italia, ha detto che "merita rispetto e fiducia" perché "ha fatto molto per costruire un'Europa unita". Salvini sostiene da mesi che gli accordi vadano rinegoziati e, fermo restando che questo è un sentimento condiviso da altri stati europei, le negoziazioni internazionali richiedono tempo.

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