Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Salvini, dopo due giorni già un incidente diplomatico. Con la Tunisia

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Evangelisti Maggiorino | 06 Giugno, 2018, 21:57

Lo ha affermato il ministro degli Interni Matteo Salvini, segretario della Lega e Vicepremier dopo che la Tunisia ha convocato l'ambasciatore italiano alla luce delle sue affermazioni sui migranti.

Ricordando le frasi di "Salvini, in Sicilia, in cui ha sottolineato che 'la Tunisia, paese libero e democratico non manda in Italia gentiluomini, ma spesso e volentieri galeotti', la nota sottolinea che "il ministro degli Interni italiano ha incaricato" l'ambasciatore "di comunicare alle autorità tunisine che le sue dichiarazioni sono state riportate fuori dal contesto e che è pronto a sostenere la cooperazione" con Tunisi". Tanti gli immigrati e gli italiani in piazza che hanno intonato cori contro Salvini ed esposto cartelli con scritte come "Quale pacchia se raccolgo i pomodori per 1,50 euro all'ora?" e striscioni con le scritte: "Fermate il terrore contro gli immigrati, verità e giustizia per Soumalia Sack", e "Un popolo che ha subito il razzismo non lo può tollerare". Il processo, però, è piuttosto lungo: bisognerebbe, infatti, identificare tutti i migranti nei Cie per capire se hanno o meno il diritto di restare in Italia. "O l'Europa ci da una mano a mettere in sicurezza il nostro paese, oppure dovremo scegliere altre vie".

A colloquio con diversi cronisti nell'area del Transatlantico della Camera dei Deputati, Matteo Salvini avrebbe detto che i nuovi Cie saranno "chiusi affinchè la gente non vada a spasso per le città". Occorre lavorare sulla riduzione dei costi, perché non è possibile che l'Italia sia il paese europeo che paga di più coloro che soggiornano qui e fanno domanda di asilo politico. Occorre lavorare sui tempi, perché non è ammissibile che ci si mettano due anni e mezzo dallo sbarco alla chiusura della pratica di asilo politico. Comunque, Salvini ha aggiunto che per il suo dicastero ci sono anche altri capitoli urgenti da affrontare: c'è il tema dell'organico dei vigili del Fuoco, "perché si avvicina l'estate e quindi l'emergenza incendi", c'è "il contrasto alla droga, la questione dei beni confiscati alla mafia". Quello degli sbarchi e dell'accoglienza di centinaia di migliaia di "non profughi" non può continuare a essere un problema solo italiano.

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