Venerdì, 17 Agosto, 2018

Israele-Argentina non si giocherà: ora è ufficiale

Polemiche e proteste: sospesa la gara amichevole tra Argentina e Israele a Gerusalemme Giornalista argentino: partita Israele-Argentina prova legami calcio-politica
Evangelisti Maggiorino | 06 Giugno, 2018, 12:35

Dopo due giorni di polemiche, proteste e minacce l'amichevole prevista per il 9 giugno è saltata. "L'Ambasciata d'Israele si rammarica di comunicare la sospensione della partita tra Israele e Argentina", si legge in una nota in cui si fa riferimento a "minacce e provocazioni" contro il capitano dell'Argentina Messi. Ufficializzato l'annullamento della partita, è arrivata la risposta delle autorità israeliane. A scatenare l'ira della comunità palestinese era stata la decisione di organizzare la partita nell'ambito delle celebrazioni per il 70° anniversario dello Stato d'Israele. Ma non appena si è avuta certezza dell'incontro concordato dalle due Federazioni, subito da parte statale era stato richiesto che il match si trasferisse a Gerusalemme.

Messi? No, grazie. Il generale Jibril Rajoub, possibile successore del presidente Abu Mazen e capo della Federcalcio palestinese, ha chiesto al campione del Barcellona e dell'Argentina di non giocare la partita amichevole contro Israele a Gerusalemme e ha chiesto ai tifosi del fuoriclasse di bruciare le sue magliette se scenderà in campo. "Da quando hanno annunciato che avrebbero giocato in Israele - ha detto la ministra dello Sport Miri Regev - gruppi terroristici hanno inoltrato ai giocatori della nazionale argentina e ai loro congiunti messaggi e lettere, includendo chiare minacce che avrebbero colpito loro e le loro famiglie". "E' una vergogna che le star del calcio argentino abbiano ceduto alle pressioni degli odiatori di Israele il cui unico obiettivo è quello di danneggiare il diritto di Israele alla sua difesa e di provocare la sua distruzione", ha detto, su Twitter, il ministro della difesa Avigdor Lieberman. Secondo Rajoub, infatti, Israele ha dato un forte valore politico alla partita, dato che lo stadio di Gerusalemme si trova nel quartiere di Malha dove sorgeva un villaggio palestinese distrutto durante la guerra.

Il giornalista sportivo argentino Ezequiel Fernández Moores in un'intervista a Sputnik Mundo ha spiegato che qualsiasi evento sportivo ha riflessi nella sfera politica. Nel tentativo di ricucire lo strappo (ed evitare lo smacco) ci sono state anche intensi e frenetici contatti tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente argentino Mauricio Macri.

Altre Notizie