Вторник, 19 Июня, 2018

Migranti, Tunisia: "Stupiti da Salvini" E convocano l’ambasciatore italiano

Matteo Salvini Matteo Salvini
Evangelisti Maggiorino | 05 Июня, 2018, 14:43

"Voglio sottolineare che, per me, se qualcuno ha fatto qualcosa di utile, di intelligente anche se aveva una maglietta diversa, non riconoscerlo sarebbe sciocco"- ha aggiunto il ministro- "Non arrivo al ministero dell'Interno con la clava a cambiare a tutto".

E sulle dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel, che aveva parlato di un'Italia lasciata sola, il ministro ha sottolineato: "La Merkel?" Al diplomatico italiano è stato espresso "profondo stupore" per le parole di Salvini sul dossier immigrazione.

"La Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti". Il governo tunisino, nonostante l'irritazione, ha comunque scritto nella sua nota che c'è la volontà di "continuare con il nuovo governo italiano sulla via del consolidamento dei rapporti di fraternità e di collaborazione strategica in vigore tra i due Paesi". Così Aboubakar Soumahoro, dirigente del sindacato autonomo Usb, risponde al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che aveva dichiarato "Per i clandestini è finita la pacchia".

Al vertice dei ministri dell'Interno europei sull' immigrazione, convocato martedì a Lussemburgo, Salvini (che domani sarà in Parlamento per il voto di fiducia del governo Lega-M5S) ha ribadito che "invieremo una nostra delegazione per dire no", perché "il documento in discussione penalizzerebbe ulteriormente l'Italia".

E ribadisce le parole di ieri: "Sull'immigrazione c'è tanto da fare: ci sono accordi di riammissione con alcuni Paesi, con altri non ce ne sono, alcuni invece non li rispettano".

E sulla famiglia dice: "Io personalmente ritengo che il nostro Paese debba ancora avere alcuni principi, come che la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà e il bambino viene al mondo se li ha e viene adottato se ci sono un papà e una mamma". Non ci sono bacchette magiche: occorre lavorare sulla riduzione dei costi, perché non è possibile che l'Italia sia il Paese europeo che paga di più coloro che soggiornano qua e fanno domanda di asilo politico: occorre lavorare sui tempi perché non è ammissibile che ci si mettono due anni e mezzo dallo sbarco alla chiusura della pratica di asilo politico.

In mattinata, poi, il ministro dell'Intero è tornato sulla questione migranti con un "cinguettio": "Occorre buonsenso".

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