Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Incidente diplomatico tra Salvini e il governo tunisino

Salvini, non stravolgo lavoro Minniti, Merkel, ora i fatti Salvini contro i migranti "galeotti" E Tunisi convoca l'ambasciatore - Politica
Evangelisti Maggiorino | 05 Giugno, 2018, 07:41

Stanno avendo conseguenze le parole anti-migranti pronunciate da Matteo Salvini nella sua lunga domenica in Sicilia. Secondo la nota emessa dal ministero tunisino, inoltre, il ministro Salvini ha incaricato l'ambasciatore italiano di informare le autorità tunisine del fatto che le sue "dichiarazioni sono state riportate fuori contesto", nonché di essere "pronto a sostenere la cooperazione" tra Tunisia e Italia nel suo settore di competenza.

Nell'incontro con l'ambasciatore italiano a Tunisi, "il nostro Paese ha ribadito la sua volontà di continuare con il nuovo governo italiano sulla via del consolidamento dei rapporti di fraternità e di collaborazione strategica in vigore tra i due paesi", prosegue la nota del ministero tunisino, postata su Facebook. "Arrivano molte persone perbene - ha detto Salvini - ma anche persone meno perbene".

E ribadisce le parole di ieri: "Sull'immigrazione c'è tanto da fare: ci sono accordi di riammissione con alcuni Paesi, con altri non ce ne sono, alcuni invece non li rispettano. Non ci sono bacchette magiche: occorre lavorare sulla riduzione dei costi, perché non è possibile che l'Italia sia il Paese europeo che paga di più coloro che soggiornano qua e fanno domanda di asilo politico: Occorre lavorare sui tempi perché non è ammissibile che ci si mettono due anni e mezzo dallo sbarco alla chiusura della pratica di asilo politico.Lo status di rifugiato viene concesso a 6 immigrati su 100, lo dicono le statistiche".

E, su Twitter: "Occorre buonsenso". E se Matteo Salvini annuncia che non sarà presente alla riunione dei ministri dell'Interno europei di domani, che ha come tema proprio quello dell'immigrazione, a causa del contemporaneo voto di fiducia al governo italiano al Senato, tuttavia dichiara: "Invieremo una nostra delegazione per dire no alle modifiche del trattato di Dublino - spiega -: il documento in discussione, invece di aiutare, penalizzerebbe ulteriormente l'Italia e i paesi del Mediterraneo facendo gli interessi dei paesi del Nord Europa".

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