Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Trump incontra Kim... ma non è Jong Un

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Evangelisti Maggiorino | 04 Giugno, 2018, 20:41

La Corea del Sud, intanto, vede con favore il ritorno in calendario del summit Usa-Corea del Nord: "È come se la strada si sia ampliata e allargata", ha rilevato in una breve nota Kim Eui-kyeom, portavoce della Presidenza di Seul, dopo l'incontro avvenuto alla Casa Bianca tra Kim Yong-chol, fedelissimo del leader nordcoreano Kim Jong-un e Trump.

Trump ha apprezzato il ruolo della Cina nel promuovere i colloqui tra gli Usa e la Corea del Nord. Soggetto personalmente a sanzioni Usa per il suo ruolo nel programma nucleare del suo Paese e per avere presumibilmente messo a punto un attacco che ha fatto affondare una nave sudcoreana nel 2010, uccidendo 46 marinai, il funzionario nordcoreano aveva già incontrato ieri e mercoledì a New York il segretario di Stato, Mike Pompeo.

Arriva una nuova marcia indietro da parte di Donald Trump, questa volta all'insegna di un'apertura verso la Corea del Nord.

Trump si era poi detto rammaricato per la "grande chance per una pace duratura e prosperità" che la Corea e il mondo intero avevano perso. Al termine dell'incontro infatti Trump conferma la data del 12 giugno e ribadisce la volontà di denuclearizzazione di Pyongyang. Sotto sanzioni Usa per cyber attacchi contro società americane, il braccio destro di Kim, il più alto in grado alla Casa Bianca a 18 anni dal faccia a faccia tra il gen. Jo Myong Rok e il presidente Bill Clinton, è rimasto nello studio Ovale per quasi due ore per un incontro definito già "storico", suggellato da strette di mano, sorrisi e foto ufficiali nel giardino della Casa Bianca. "Ho l'impressione che loro vorrebbero veder accadere qualcosa, e se ci riuscissimo sarebbe una buona cosa".

La sua "missione" è quella di consegnare al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, una lettera personale del leader nordcoreano.

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