Martedì, 14 Agosto, 2018

Giornata mondiale senza tabacco: come e perché smettere

World No Tobacco Day: il consumo di tabacco è diminuito, ma non abbastanza Giornata Senza Tabacco, Coletto: "Meglio non iniziare, ma si può smettere"
Machelli Zaccheo | 02 Giugno, 2018, 21:04

Una versione in spagnolo ha consentito ai colleghi andalusi un immediato recepimento del messaggio che si vuole trasmettere con questa proposta di comunicazione molto sintetica e immediata: "Togliti il fumo dalla testa: ricolorati con + salute, energia e benessere; autostima e gratificazione; libertà fisica e psicologica". Alla campagna dell'Ats di Como hanno aderito anche le autorità sanitarie dell'Andalusia, che hanno condiviso il modello lombardo della lotta al fumo. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in questa Giornata Mondiale senza Tabacco, le persone dovrebbero sapere che il fumo è anche causa di milioni di morti ogni anno a seguito di infarti e ictus. "Anziché limitarci a nominare un giorno 'Giornata mondiale senza tabacco' dovremmo promuovere ogni giorno come 'Giornata mondiale senza fumo'".La multinazionale ricorda che "ha già investito ingenti risorse per supportare un team di numerosi ricercatori, scienziati, ingegneri e specialisti di fama mondiale, che da anni si impegnano nel creare e testare una serie di prodotti senza fumo in grado di offrire una scelta migliore a tutti quei consumatori che altrimenti continuerebbero a fumare".L'azienda sottolinea, inoltre, il ruolo dell'Italia, "nella trasformazione dell'intera industria a livello planetari". L'OMS punta ad ottenere dai Governi forti misure di controllo del divieto di marketing e di pubblicità del tabacco e del divieto di fumo nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici.

Una cifra mostruosa, anche considerando come negli ultimi anni ci sia stata una netta riduzione dei fumatori, passati dal 27% della popolazione mondiale del 2000 al 20% della popolazione mondiale nel 2016. L'abitudine al tabacco è più diffusa fra le donne mature e più al Sud che al Nord.

L'identikit del giovane fumatore abituale è tratteggiato nell'indagine EXPLORA realizzata su un campione rappresentativo di 15.000 ragazzi tra i 14 e i 17 anni.

Nonostante i divieti in aumento, non diminuisce il numero dei fumatori.

- paesi in via di sviluppo: oltre l'80% dei fumatori di tabacco vive in paesi a basso e medio reddito (LMICS).

Svetlana Axelrod, vice direttore generale dell'Oms per le malattie non trasmissibili e la salute mentale, afferma: "Sappiamo quali politiche e azioni possono aumentare i tassi di abbandono del tabacco, impedire alle persone di iniziare a usare il tabacco e ridurre la domanda, il divieto di commercializzazione e l'implementazione di imballaggi semplici". In Italia sono 11.7 milioni i fumatori, pari al 22.3% della popolazione.

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