Martedì, 16 Ottobre, 2018

Un fossile scoperto in Trentino riscrive la storia dei rettili

Particolare della ricostruzione della lucertola Megachirella wachtleri realizzata dal paleoartista Davide Bonadonna Un fossile scoperto in Trentino riscrive la storia dei rettili
Acerboni Ferdinando | 02 Giugno, 2018, 20:30

È quanto emerge dalla ricerca paleontologica internazionale "The origin of squamates revealed by a Middle Triassic lizard from the Italian Alps" che, grazie alle ultime tecniche nel campo dell'analisi 3D, è risucita a risalire alle origini di un piccolo rettile, il "Megachirella wachtleri", vissuto circa 240 milioni di anni fa nelle attuali Dolomiti. 240 milioni di anni fa, infatti, al posto delle celebri montagne c'erano meravigliosi isolotti tropicali, dove rettili come Megachirella wachtleri, lungo appena una ventina di centimetri, si preparavano a dominare la Terra per milioni di anni.

I fossili più datati appartenenti agli squamati, prima di questa sensazionale scoperta paleontologica, risalivano al Giurassico Medio, a 168 milioni di anni fa; la lucertola delle Dolomiti sposta indietro le lancette di ben 70 milioni di anni, riscrivendo la storia evolutiva di questi animali e gettando le basi per nuove e appassionanti ricerche. "L'esemplare è 75 milioni di anni più vecchio di quelle che pensavamo fossero le più antiche lucertole fossili al mondo - ha spiegato Tiago Simões, dell'Università di Alberta, Canada, primo autore della ricerca - e fornisce informazioni preziose per comprendere l'evoluzione di tutti gli squamati, viventi ed estinti". Per Bernardi, "da oggi sarà un punto di riferimento per tutti coloro che studieranno e racconteranno l'evoluzione dei piccoli rettili, una chiave - ha concluso - per la comprensione di una vicenda evolutiva che ha condizionato per sempre la storia della vita sul nostro pianeta".

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, è stato condotto da un team di ricerca composto, fra gli altri, dal Museo delle scienze di Trento, dal Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam di Trieste, dal Centro Fermi di Roma ed Elettra - Sincrotrone di Trieste.

Megachirella Wachtleri si può considerare il progenitore comune delle lucertole attuali, l'anello di congiunzione tra passato e futuro, la tessera mancante nel puzzle della filogenesi. Nonostante questa diversità, fino a ora, l'origine e le prime fasi dell'evoluzione di questi rettili erano rimaste avvolte nel mistero.

La tecnica di microCT è simile ai sistemi Tac ospedalieri, ma permettono di ottenere dettagli di gran lunga maggiore e consente di dare vita ad un modello 3D virtuale delle parti esterne e interne dei campioni analizzati con risoluzione estremamente dettagliata. Grazie alla spettacolare ricostruzione di Megachirella in vita (vedi disegno all'inizio) - realizzata dal paleoartista milanese Davide Bonadonna - la ricerca ha conquistato la copertina della rivista Nature, che da vent'anni non dedicava tanto spazio a un "fossile italiano". "Grazie alla collaborazione con l'ICTP e applicando opportuni strumenti di analisi delle immagini 3D, siamo però riusciti a separare virtualmente lo scheletro dalla roccia".

"Megachirella è il più antico squamato noto che sia riuscito a sopravvivere alla più profonda estinzione di massa della storia, quella di fine Permiano, e che si sia diversificato subito poco", conclude lo studioso. I ricercatori hanno combinato i dati con le scansioni TC ottenute presso le strutture ICTP-Elettra di Trieste, rivelando che Megachirella era in realtà il più antico squamato conosciuto.

L'origine di lucertole e serpenti va retrodatata di circa 75 milioni di anni.

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