Giovedi, 16 Agosto, 2018

Pene ricostruito usando l'avambraccio: l'incredibile intervento alle Molinette

Amputato per un tumore pene, ricostruito con lembo del braccio Torino, pene amputato per un tumore ricostruito con la pelle del braccio
Machelli Zaccheo | 01 Giugno, 2018, 18:39

Tutto ha inizio cinque anni fa, quando una lesione sul glande lo ha portato a consultare un urologo, che gli diagnostica un tumore infiltrante del pene, con i successivi esami che certificano come il cancro sia in uno stadio avanzato.

In che modo? Con un lembo microchirurgico prelevato dall'avambraccio sinistro. L'uomo viene per necessità sottoposto a un intervento altamente demolitivo, che consiste nell'asportazione della quasi totalità del pene e dei linfonodi inguinali.

Il trattamento, in considerazione della grande aggressività del tumore, è stato completato con un ciclo di chemioterapia.

L'intervento, durato circa 8 ore, è stato effettuato all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino ed è perfettamente riuscito.

Dopo una attenta ricerca di cliniche e ospedali in tutta Italia, in grado di porre rimedio a questo gravissimo problema, l'uomo è giunto alle Molinette. Dopo otto ore sotto i ferri, l'operazione condotta dall'equipe del professore Paolo Gontero, coadiuvato da Marco Falcone e Massimiliano Timpano, e dal microchirurgo Davide Ciclamini, uomo ora ha la speranza concreta di poter tornare alla normalità.

"A distanza di due mesi dall'intervento possiamo dichiararci soddisfatti per la riuscita dell'intervento che ha restituito al paziente la sua mascolinità". Il trattamento, finalizzato in primis a guarire il tumore, deve quindi avere l'obiettivo non meno importante di ricostruire le mutilazioni genitali. Durante l'evento saranno eseguite in diretta streaming operazioni per dimostrare la correzione di complesse anomalie genitali, come l'ipospadia grave. Una sessione speciale sarà poi dedicata al tumore del testicolo, patologia che colpisce 10 uomini su 100mila (in prevalenza giovani) e le cui possibilità di cura, oggi eccellenti, risiedono soprattutto nella presenza di un efficace lavoro di gruppo tra urologi, oncologi e radioterapisti operanti in centri ad elevata specializzazione e dotati di moderne tecnologie, quali il Robot Da Vinci, che ha recentemente dimostrato, in casi selezionati, di ridurre l'invasività di alcuni interventi. Ad organizzarlo è, in particolare, l'equipe andrologica dell'Urologia universitaria dell'ospedale.

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