Domenica, 16 Giugno, 2019

Cottarelli è al Quirinale

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Esposti Saturniano | 28 Mag, 2018, 20:25

Contro questo limite costitutivo del capo dello Stato si dicono le peggiori oscenità altisonanti, ma la carta parla, anzi canta, da sé senza equivoci surrettizi. Vi posso assicurare che il mio governo assicurerebbe una gestione prudente dei conti pubblici.

Giuseppe Conte ha rimesso il mandato di premier incaricato nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma proprio ieri sera è arrivato il "no" di Mattarella. Su Twitter l'hashtag #iostoconlacostituzione raccoglie i tanti che considerano costituzionalmente ineccepibile l'operato del Capo dello Stato. I governi li decidono sempre gli stessi. "Il primo, con cui ho da decenni civili discussioni sul tema, afferma correttamente che non avrei mai messo in discussione l'euro, ma avrei chiesto all'Unione Europea di dare risposte alle esigenze di cambiamento che provengono dall'interno di tutti i paesi-membri; aggiungo che ciò si sarebbe dovuto svolgere secondo la strategia di negoziazione suggerita dalla teoria dei giochi che raccomanda di non rivelare i limiti dell'azione, perché altrimenti si è già sconfitti, un concetto da me ripetutamente espresso pubblicamente".

Il Movimento Cinque Stelle e Fratelli d'Italia invocano l'impeachment per il Presidente della Repubblica.

Il 28 maggio 2018 il presidente della Repubblica ha conferito l'incarico di formare il governo a Carlo Cottarelli. "Se siamo in democrazia e rimane solo una cosa da fare restituire la parola agli italiani".

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"Non lo conoscevo, ho trovato in Di Maio una persona ragionevole". Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani.

Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno preceduto l'arrivo al Colle del professore. I leader di M5S e Lega hanno visto il presidente della Repubblica per cercare di sbloccare in extremis l'impasse sul governo giallo-verde, e in particolare sulla presenza alla guida del ministero del Tesoro di Paolo Savona.

Sembrava tutto fatto domenica.

Parole che hanno scatenato la reazione di Giovanni Lunardon, consigliere regionale del Pd: "Detto che in una situazione così drammatica per il Paese sotto il profilo istituzionale occuparsi di simili miserie potrebbe apparire superfluo, è comunque difficile rimanere in silenzio di fronte a una rappresentante di un ente pubblico ligure che inneggia al golpe militare". Le sue posizioni sul tema, spiega, si ritrovano anche in alcuni passaggi del contratto di governo firmato da M5s e Lega, che Savona riporta: quello sulla necessità della "piena attuazione degli obiettivi del Trattato di Maastricht" poi "confermati con Lisbona"; e quello sulla necessità di una "riduzione" del debito "non con l'austerità" ma con "la crescita".

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