Martedì, 18 Giugno, 2019

16enne, mi odiate non piangerete per me

Rosita Raffoni si uccise a 16 anni. Il video ai genitori: “Mi odiate, non piangerete per me” Forlì, Rosita si suicida a 16 anni. In un messaggio vocale accusa i genitori: “Condannateli”
Evangelisti Maggiorino | 17 Mag, 2018, 14:41

Rosita Raffoni si è tolta la vita a soli 16 anni, gettandosi nel vuoto il 17 giugno 2014.

In uno dei passaggi del video girato sul tetto della scuola la sedicenne accusava i genitori di averla odiata al punto che non avrebbero pianto per il suo suicidio. Dal testo si ricava l'enorme malessere della giovane, come sottolineano anche i pm nell'atto di accusa. Più volte ribadisce che i genitori non l'hanno mai accettata, capita e conosciuta, e che la sua volontà è lasciare un segno. Se da un lato di questo Rosita sembra quasi scusarsi, dall'altro, continua nel video, dovendosi difendere da una denuncia, forse potranno capire.

L'indagine c'è stata ed ora il padre e la madre di Rosita rischiano il carcere: alla base delle accuse degli inquirenti ci sono le privazioni, le umiliazioni e il poco affetto della famiglia, che avrebbero acuito il disagio della ragazza.

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È da lì che aveva preso avvio il procedimento giudiziario al tribunale della città romagnola: la pm Sara Posa, dopo aver ricostruito la vita della ragazza, una studentessa modello, ha parlato dei rapporti della coppia con la figlia, definendoli un "comportamento genitoriale disfunzionale" tra vessazioni, dinieghi e l'isolamento dalle coetanee. Un episodio in particolare avrebbe scatenato la tragedia: due giorni prima del suicidio, i genitori vengono a sapere che Rosita ha rubato da tempo il cellulare del padre, per poter comunicare con le amiche attraverso Whatsapp. Infine, sempre secondo l'accusa, i genitori erano consapevoli di quello che il loro comportamento stava generando ma non hanno fatto nulla per migliorare la situazione.

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