Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Di Maio, tutti i nomi saranno politici

Governo Lega-M5s: Mattarella vuole programmi, non bozze Ma quanto sono vicini 5 Stelle e Lega? Di Mariarosa Cuciniello
Evangelisti Maggiorino | 17 Mag, 2018, 14:02

Salvini su vari temi (immigrazione, giustizia, sicurezza, adozioni gay, grandi opere, flat tax) è molto più vicino a Berlusconi che a Di Maio.

Ci siamo. Finalmente, per la prima volta, il nuovo Governo entra nel vivo.

I due leader dovrebbero comunque essere inseriti tra i nomi presenti nel Consiglio dei Ministri. Irricevibile. La motivazione addotta è stata che il Presidente esamina solo documenti definitivi. La strategia del Presidente sbloccherà la partita.

Sembrava impossibile e in molti si sono detti poco fiduciosi circa l'effettiva realizzazione di un governo M5s-Lega.

Eliminate le incomprensioni iniziali e messe da parte le inimicizie politiche, i due leader hanno lungamente dibattuto sui temi del nuovo programma. "Il Ft dice che siamo barbari: io dico meglio barbari che servi". Di Maio ha subito ribadito: "Sui nomi stiamo ancora discutendo".

A rendere tutto più chiaro è Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, impegnato al tavolo tecnico con i cinque stelle sul programma: "Dobbiamo avere la consapevolezza che fuori da qui non abbiamo alleati -avverte Borghi-". E M5S e Lega sono stati votati per questo. Nel documento ci sarà soltanto un riferimento alla possibilità di revisione di alcuni trattati.

L'opzione del ritorno al voto in caso di fallimento tra Lega e M5s? "C'è accordo su taglio dei vitalizi, delle pensioni d'oro e degli sprechi", ha sottolineato Casalino. Nel contratto vi sarebbero una serie di punti inizialmente non previsti. In pratica, l'attacco del Financial Times ("i barbari a Roma"), i moniti della Commissione europea, le asprezze di mercati mossi come asticelle da chi comanda il mondo in borsa, dovranno arrendersi.

E' questo il risultato del lavoro completato al tavolo tra Lega e M5s.

16 MAGGIO Non vacilla l'ottimismo ostentato da Matteo Salvini e Luigi Di Maio convinti che "ormai è questione di ore e il contratto sarà finito". Poi passeremo ai nomi. "Su questo - racconta più di un leghista - abbiamo fatto sbarramento".

Claudio Cia ha invece parlato di sanità, ricordando prima però come nel 2013 la decisione delle civiche di andare da sole alle elezioni risultò una scelta scellerata che di fatto consegnò al centrosinistra il governo della provincia autonoma di Trento. Intanto il leader del Carroccio ha detto: "Nel contratto c'è la difesa dei confini e credo che un ministro della Lega farà da garante" (in sostanza prenota il Viminale). "Daremo una risposta nei prossimi giorni così che poi al presidente Mattarella possiamo consentire di avviare una procedura", ha spiegato ancora.

Quindici minuti per smontare le ricostruzioni fantasiose di queste ore e far capire ai "ricattatori" che non saranno fatti sconti. "Ora l'Italia deve cambiare davvero", ha scritto Di Maio sul blog dei 5 Stelle. Salvini e Di Maio non fanno che ripetere di essere pronti a fare un passo indietro se serve. La novità fa il paio con l'approvazione dell'emendamento da parte dell'Assemblea Regionale Siciliana che potrà consentire la stipula della convenzione tra il Governo della Regione ed il Ministero della Giustizia, finalizzata al riutilizzo delle strutture già destinate ad attività giudiziaria al servizio dei Tribunali esistenti.

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