Domenica, 22 Settembre, 2019

L'Italia deferita alla Corte Ue per smog e Xylella

Governo Ue siamo in attesa seguiamo sviluppi Xylella, Marmo: “La Regione protesta contro l'UE per zona rossa, ma è la prima responsabile”
Evangelisti Maggiorino | 17 Mag, 2018, 12:47

Sono queste le motivazioni che hanno spinto la Commissione europea a deferire l'Italia alla Corte di giustizia europea. La fastidiosa e pericolosa Xylella sta portando sul lastrico numerosi imprenditori agricoli e contadini dal Salento fino all'alto Barese e l'Unione Europea da tempo sta avvisando l'Italia per poter intervenire massivamente e porre fine all'incubo che attanaglia i nostri ulivi, una delle risorse più preziose per il commercio agroalimentare in tutto il mondo. Come anticipato dall'Ansa la settimana scorsa, la decisione si riferisce alla ripetuta violazione dei limiti Ue per il particolato Pm10.

Altri Paesi, comunque, dovrebbero essere deferiti alla Corte: per l'inquinamento da biossido di azoto la Francia, la Germania e il Regno Unito; per quello da Pm10, oltre all'Italia, la Romania e l'Ungheria. La documentazione fornita da Roma è stata sufficiente per evitare l'aggravamento della procedura di infrazione sull'NO2 ma non quella sul particolato, in quanto il piano italiano prevede una normalizzazione della situazione in tempi troppo lunghi.

L'Italia finisce davanti alla Corte di giustizia Ue anche sui rifiuti radioattivi. Infine per quanto riguarda la gestione dei rifiuti nucleari esauriti la Commissione aveva richiesto la completa adesione alla direttiva europea, ogni paese membro era tenuto infatti ad approvare e comunicare il programma nazionale relativo al materiale radioattivo esaurito entro il 23 Agosto 2015, ma dall'Italia non è giunta nessuna notifica, né tantomeno nessun programma. Roma aveva già ricevuto un parere motivato, secondo passo di una procedura d'infrazione, lo scorso luglio, insieme ad Austria, Croazia, Repubblica ceca e Portogallo. Secondo l'esecutivo comunitario, le autorità italiane erano tenute a rispettare pienamente le norme europee in materia di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nell'Ue, che prescrivono la rimozione delle piante infette dal territorio colpito non appena fosse stata confermata per la prima volta la presenza di Xylella fastidiosa. Il mancato abbattimento degli ulivi colpiti dalla xylella, le reiterate violazioni del Pm10 e l'assenza di un programma per l'amministrazione del materiale nucleare esaurito rischiano di tradursi in pesanti sanzioni economiche.

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