Giovedi, 15 Novembre, 2018

Istat, l'Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo

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Esposti Saturniano | 16 Mag, 2018, 16:23

Un rapporto utile per capire quali trasformazioni sono in atto nel Paese, così da poter delineare anche le prospettive per il futuro e le possibilità di crescita. Al primo gennaio 2018 popolazione pari a 60,5 milioni, con 5,6 milioni di stranieri (8,4%).

In un decennio la mappa del lavoro è cambiata e il lavoro manuale segna una decisa contrazione: tra il 2008 e il 2017 sono scesi di un milione gli occupati classificati come "operai e artigiani" mentre si contano oltre 860 mila unità in più per le "professioni esecutive nel commercio e nei servizi", in cui rientrano gli impiegati con bassa qualifica che potrebbero essere ribattezzati come i 'nuovi collettivi bianchi'. La popolazione totale cala per il terzo anno consecutivo di quasi 100.000 persone. Le nascite, in particolare, sono in calo da nove anni: nel 2008 erano state 577 mila, nel 2017 sono state 464 mila, un nuovo minimo storico dopo quello dell'anno precedente. Un dato poco invidiabile che ci pone poco dietro al Giappone.

Il Sud si spopola e la popolazione emigra soprattutto nelle grandi città del Nord e i generale gli italiani fuggono all'estero:nel 2017 ben 153mila connazionali si sono cancellati dall'anagrafe per trasferirsi principalmente in Gran Bretagna, Germania e Francia.

La speranza di vita alla nascita ha raggiunto nel 2017 gli 80,6 anni per gli uomini e gli 84,9 anni per le donne. Una vera e propria desertificazione umana oltre che industriale.

Il nostro Paese si dimostra anche più fragile della media Ue con il 17,2% che si sente privo, o quasi, di qualsiasi sostegno sociale.

Se invece volete approfondire i dati rilevati dall'Istat potete scaricare il report completo che trovate di seguito.

Aumentano i laureati che "scappano": sono 25.000 nel 2016 contro i 19.000 del 2013.

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