Lunedi, 12 Novembre, 2018

Suore di clausura, sì all'uso dei social (ma a una condizione)

Le suore di clausura possono usare i social “ma con sobrietà”, lo dice il Vaticano Suore di clausura, sì all'uso dei social (ma a una condizione)
Evangelisti Maggiorino | 16 Mag, 2018, 15:36

Anche le suore di clausura possono accedere ai media e utilizzare i social ma devono farlo "con sobrietà e discrezione" per non "svuotare il silenzio contemplativo", riempiendolo di "rumori, di notizie e di parole".

Lo dispone la "Cor Orans", l'Istruzione applicativa della Costituzione apostolica del 29 giugno 2016 "Vultum Dei Quaerere" (La ricerca del Volto di Dio) che detta nuove regole per le claustrali e in generale sulla vita contemplativa femminile della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Non è la prima volta che le suore di clausura utilizzano i social: basti pensare al monastero di Santa Clara di Oristano, in Sardegna, che ha scelto di condividere il lavoro della propria comunità o, come in molti ricorderanno, basti pensare al botta e risposta tra Luciana Littizzetto ("Mi ha fatto troppo ridere: non si capiva se queste suore fossero tutte attorno al Papa perché non avevano mai visto un Papa o non avevano mai visto un uomo") e le clarisse cappuccine di Napoli che avevano risposto alla comica via Facebook ("Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?"). Le indicazioni arrivano in un contesto in cui, nemmeno dietro le grate, è possibile fare a meno completamente del rapporto con il mondo.

Mario Fabbroni Clausura sì, ma con una finestra praticamente sempre aperta sul mondo. Ci sono anche interi conventi che attraverso il web raccolgono le intenzioni di preghiera, fanno un'opera di sostegno spirituale, diffondono le loro iniziative, anche di tipo economico (dalla confezione di dolci alla realizzazione di rosari) per il mantenimento dei conventi. Oppure le carmelitane basche di Hondarriba, della diocesi di San Sebastian, che recentemente hanno fatto parlare il mondo per la loro solidarietà alla ragazza stuprata dal branco a Pamplona. "La modalità della separazione dall'esterno dello spazio esclusivamente riservato alle monache deve essere materiale ed efficace, non solo simbolica o spirituale", chiarisce la "Cor Orans".

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