Martedì, 25 Settembre, 2018

Scandalo dei dati, Facebook indaga e sospende 200 app

Licenziamento per giusta causa per chi offende su Facebook Facebook, altre 200 app sospese per uso improprio dei dati
Acerboni Ferdinando | 15 Mag, 2018, 12:38

Facebook rende noto di aver sospeso 200 applicazioni nell'ambito di un'indagine sulle "app che hanno avuto accesso a un grande quantitativo di informazioni" degli utenti prima che il social cambiasse le sue regole, nel 2014. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, quindi, il social network corre ai ripari e dopo l'indagine annunciata da Mark Zuckerberg il 21 marzo scorso, inizia a prendere le prime misure per tutelare gli utenti.

Facebook non ha fornito i nomi delle app coinvolte, ma l'operazione punta a verificare che, nonostante il cambio di policy già apportato dall'azienda nel 2015, non ci siano parti terze che ne abbiano violato le condizioni, come successo appunto nel caso di Cambridge Analytica.

In un post firmato dal vicepresidente Ime Archibong, Facebook spiega di aver indagato finora su "migliaia di app" e di averne sospese circa 200. Senza mai nominare il social media o il suo Ceo, l'esponente di Apple ha dichiarato: "Noi respingiamo la scusa che ottenere il massimo dalla tecnologia vuol dire abbandonare il vostro diritto alla privacy".

Secondo le indagini del 'New York Times' e del 'Guardian', la società britannica Cambridge Analytica si sarebbe appropriata dei dati di milioni di utenti di Facebook per favorire l'elezione di Trump alla Casa Bianca e la Brexit. "Noi abbiamo scelto di fare le cose diversamente, raccogliendo meno dati possibile e rispettandoli quando sono sotto il nostro controllo perché sappiamo che sono i vostri dati".

Si tratta di tutte quelle applicazioni che, attraverso qualche giochino o attraverso qualche form da compilare, richiedono i dati personali degli utenti di Facebook. Un quadro normativo più chiaro che intervenga a regolare tali aspetti diventa dunque sempre più auspicabile, anche se c'è da augurarsi che la regolamentazione del settore non passi per la censura.

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