Domenica, 18 Novembre, 2018

Torino, trapianto di rene su un paziente sveglio

Torino, trapianto di rene su un paziente sveglio all'ospedale Molinette Sanità, eseguito su un paziente sveglio un trapianto di reni all'ospedale Molinette
Machelli Zaccheo | 14 Mag, 2018, 22:10

I medici dell'ospedale Molinette di Torino hanno effettuato un trapianto di rene su un paziente sveglio di 40 anni, affetto da Sindrome di Prune Belly.

Il 40enne è affetto dalla cosiddetta sindrome di Prune-Belly, che alla malattia cronica renale abbina assenza di muscoli addominali e anomalie delle vie urinarie. A questi si possono associare eventualmente altri aspetti, come una malformazione del disegno toracico nota come "pectus excavatum" che può portare ad insufficienza respiratoria. L'incidenza è stimata da 1 ogni 35mila a 1 ogni 50mila nati vivi e riguarda prevalentemente il sesso maschile (97%).

Nel pianeta dei trapianti accade anche questo: l'intervento, durato quasi cinque ore, è avvenuto senza anestesia generale ma con la sola anestesia combinata peridurale e spinale. In questo caso si è aggiunta un'insufficienza respiratoria che ha reso impossibile effettuare un'anestesia generale.

I pazienti che soffrono di insufficienza renale cronica vanno spesso incontro a dialisi e, possibilmente, a trapianto di rene. L'anestesista, il dottor Fabio Gobbi, ha infatti perfezionato una tecnica particolare che ha permesso di mantenere il paziente in anestesia spinale per tutto il tempo, mentre il l'équipe composta dal dottor Omidreza Sedigh e dai dottori Aldo Verri e Caterina Tallia, e diretta dal dottor Pier Paolo Donadio, ha potuto effettuare lo straordinario intervento.

L'intervento è perfettamente riuscito e ora il paziente è stato spostato presso il reparto di Nefrologia universitaria del professor Luigi Biancone, in attesa della riabilitazione e della successiva dimissione.

Sono circa 250 le persone affette da patologie rare non glomerulari che hanno subito un trapianto negli ultimi 10 anni presso l'Ospedale Molinette di Torino. "E' un dato che abbiamo rilevato recentemente, - spiega Biancone -, legato alle competenze e all'esperienza di fondo per la gestione delle malattie rare di questo ospedale".

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