Lunedi, 21 Mag, 2018

I 40 anni della legge Basaglia. Domenica si corre la Folle Corsa

Franco Basaglia con i pazienti dell’ospedale psichiatrico di Gorizia 1968-1969 Franco Basaglia con i pazienti dell’ospedale psichiatrico di Gorizia 1968-1969
Evangelisti Maggiorino | 13 Mag, 2018, 20:16

Sono passati quasi 40 anni dall'entrata in vigore di questa, la prima al mondo che decretava la fine degli ospedali psichiatrici in Italia.

La legge precedente alla Basaglia era una norma del 1904 estremamente rigida, che permetteva che fossero internate tantissime tipologie di persone, senza particolari controlli.

La legge sui trattamenti sanitari volontari e obbligatori prende il nome dal nome del promotore della riforma, lo psichiatra Franco Basaglia.

I manicomi erano luoghi in cui la qualità della vita dei pazienti e spesso anche la loro dignità non era tenuta in considerazione e dove venivano usate terapie invasive, come l'elettroshock.

"La cosa importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile diventa possibile".

Nel periodo fascista il manicomio fu una sorta di "arma" per i dissidenti politici che venivano allontanati dalla società e controllati.

Tra le firme del blog ci sono volontari con diverse esperienze professionali sul piano giornalistico e persone che trovano assistenza nel Dipartimento di salute mentale per aver vissuto disturbi della mente, oppure che stanno vivendo una fase di recupero da altri disagi psichici e fisici. La visione dell'assistenza territoriale presuppone infatti una disposizione generosa e proattiva degli operatori, che dovrebbero seguire i pazienti prevedendo e prevenendo le loro crisi attraverso una presenza costante che non fa mai ricorso, se non quando la sintomatologia esplode in maniera acuta, al ricovero in struttura; ma questo comporta una quotidiana assunzione di rischi e responsabilità, che un impianto custodialista e fondato sul controllo non permette.

Con la "legge Basaglia" si aprirono definitivamente le porte dei manicomi perché si concretizzassero nuove pratiche di cura che abbandonassero il determinismo biologico che le aveva caratterizzate a tal punto da legittimare l'ordinarietà di pratiche quali i letti di contenimento e l'elettroshock, per scoprire il valore terapeutico della relazione umana e della psicoterapia.

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