Mercoledì, 12 Dicembre, 2018

Hannes: ecco il rivoluzionario modello di mano protesica

Mano robotica: ecco Hannes, la mano che piega le dita come quella naturale Hannes, la mano robotica dalla presa perfetta sta per arrivare in Italia
Esposti Saturniano | 12 Mag, 2018, 07:39

Si chiama Hannes, sarà disponibile a partire dal 2019 e consentirà ai pazienti di recuperare circa il 90 per cento delle funzionalità. Il suo sviluppo è opera degli esperti del Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l'Inail e l'Istituto italiano di tecnologia (Iit). Il tutto a un costo inferiore di circa il 30% rispetto ai prodotti che sono oggi sul mercato europeo e quindi con una maggiore accessibilità per chi ne necessità. Ma soprattutto restituisce alle persone con amputazione dell'arto superiore circa il 90% della funzionalità perduta, senza intervento chirurgico.

Hannes sfrutta gli impulsi mioelettrici generati dalla contrazione dei muscoli della parte restante dell'arto, che vengono rilevati e elaborati da una intelligenza artificiale. "I due sensori che ricevono e interpretano il segnale elettrico proveniente dal cervello, attivando il movimento desiderato del polso o della mano, sono infatti posizionati all'interno dell'invaso della protesi, la parte a contatto con l'arto residuo, risultando così invisibili all'esterno e impercettibili dal paziente".

"Posso piegare le dita con la forza voluta e cominciare a dimenticare di dover usare sempre la mano sinistra", ha detto Marzo Zambelli, il paziente che dal 2015 collabora con gli sviluppatori per mettere a punto la protesi robotica.

La nuova protesi, che prende il nome dal professor Hannes Schmidl, già direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, è stata progettata affinché conformazione, peso e qualità dei movimenti siano quanto più possibile equiparabili a quelli di una mano reale.

Può afferrare oggetti anche di piccole dimensioni tra il pollice e l'indice (pinch grasp), ottenere una presa fino a 15 kg (power grasp) e prendere accessori sottili (lateral grip), riuscendo ad adattarsi alle resistenze esterne. Una tecnologia che consente ai pazienti di comandare la mano semplicemente pensando ai movimenti naturali e senza la necessità di alcun trattamento chirurgico invasivo. Il pollice, in particolare, è orientabile in tre diverse posizioni mentre il polso può piegarsi in cinque posizioni. Per garantire il massimo livello di personalizzazione, il Rehab Technologies Lab ha realizzato un software che si collega alla mano robotica via Bluetooth e consente di calibrare i suoi parametri. Zambelli, 64 anni, di Sant'Agata Bolognese, era un metalmeccanico ed è stato costretto ad amputare la mano destra all'età di 16 anni a causa di un incidente sul lavoro. "Sono stato inserito nel progetto di ricerca nel 2014 ed è stato molto bello assistere a gran parte del processo di realizzazione. Un passo in più per l'accettazione dell'arto e il ritorno verso la normalità, obiettivo primario dell'impegno di tutti i ricercatori che hanno lavorato senza sosta per raggiungere questo obiettivo". E' inoltre dotato di differenti soluzioni cosmetiche, con guanti di rivestimento diversificati per uomo a donna. "Il lancio di Hannes - sottolinea Massimo De Felice, presidente dell'Inail - è solo la prima tappa di una collaborazione molto proficua con Itt".

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