Lunedi, 21 Mag, 2018

Mano bionica, piega le dita come la vera

Mano bionica, piega le dita come quella naturale: dal 2019 in commercio La mano artificiale che piega le dita: «Sembra vera, efficienza al 90%». La rivoluzione è italiana
Esposti Saturniano | 11 Mag, 2018, 11:26

Il progetto è stato sviluppato da Rehab Technologies, laboratorio nato nel 2013 per volontà congiunta di Iit e Inail ed è un omaggio al professor Johannes Schmidl, scomparso nel 1996 e direttore tecnico del Centro protesi Inail di Budrio, padre putativo della prima protesi mioelettrica che risale al 1965. Questa tecnologia fa sì che i pazienti possano comandare la mano semplicemente pensando ai movimenti naturali e senza la necessità di alcun trattamento chirurgico invasivo. Il direttore generale Giuseppe Lucibello:"Noi abbiamo investito nella costruzione di una rete di eccellenza, l'IIT è forse il partner principale ma il Sant'Anna di Pisa, il Campus Biomedico di Roma, la Sapienza, il Politecnico di Milano sono partner con i quali stiamo lavorando alacremente e produrremo importanti risultati della ricerca, non solo nel campo della protesica e della riabilitazione, ma anche nel campo della salute e sicurezza, tutto ciò che serve in funzione preventiva a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori".

"Hannes è stata progettata affinché conformazione, peso e qualità dei movimenti siano il più possibile simili a quelli di una mano reale - hanno spiegato Rinaldo Sacchetti e Lorenzo De Michieli del team scientifico Inail-IIT - Ci siamo impegnati per fare in modo che le persone amputate percepiscano la protesi come una parte del loro corpo e non come un elemento estraneo".

I principi osservato sono il pinch grasp, la possibilità di afferrare tra pollice e indice oggetti piccoli, power gasp per una presa fino a 15 chilogrammi e lateral grip per gli oggetti sottili.

Pronta la mano hi-tech che piega le dita e afferra oggetti con una capacità pari al 90% di quella di una mano naturale. La mano è controllata attraverso elettrodi, indossarla non richiede un intervento chirurgico."Posso piegare le dite con la forza voluta" ha detto Zambelli, il primo sperimentatore nel 2015 della mano con tre dita. La sua peculiarità risiede nella parte meccanica, che è unica nel suo genere e conferisce alla mano poliarticolata versatilità e naturalezza nel movimento, elementi che la caratterizzano insieme alla resistenza dei materiali e alla semplicità d'uso. "I due sensori che ricevono e interpretano il segnale elettrico proveniente dal cervello, attivando il movimento desiderato del polso o della mano, sono infatti posizionati all'interno dell'invaso della protesi, la parte a contatto con l'arto residuo, risultando cosi' invisibili all'esterno e impercettibili dal paziente". Anche il polso può piegarsi in cinque posizioni, permettendone il movimento rotatorio in entrambe le direzioni. Hannes sfrutta gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto "e implementa strategie basate su algoritmi di intelligenza artificiale". Hannes sarà disponibile a partire dal 2019 in due taglie e nella versione destra e sinistra, con un corredo di soluzioni cosmetiche e di rivestimenti indicati per uomini e donne. Conclusioni affidate al al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, con il direttore generale Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Andrea Urbani che ha portato i saluti del Ministro Beatrice Lorenzin, annunciando l'avvio dello studio in commissione per l'inserimento della mano robotica nei LEA.

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