Sabato, 18 Agosto, 2018

Pompei, tombaroli scoprono nuovo sito: denunciati dai carabinieri

Pompei riserva sorprese dopo uno scavo realizzato il calco di un cavallo da parata Pompei. I cunicoli clandestini portano alla luce una villa suburbana
Evangelisti Maggiorino | 11 Mag, 2018, 01:06

Intorno alle mura sono state trovate tracce di coltivazione, che i paleobotanici stanno esaminando per ricostruire il paesaggio dell'epoca. È una delle scoperte emerse dagli scavi in corso nell'area di Civita Giuliana, all'esterno delle mura del sito archeologico di Pompei, dove erano stati bloccati dei tombaroli che stavano saccheggiando una villa suburbana. Come sottolineato dai colleghi dell'agenzia Ansa, gli spettacolari reperti sono stati rivenuti in una tomba nell'area di cui sopra, durante gli scavi condotti dal direttore generale del Parco Archeologico, Massimo Osanna. Nel sito sono stati rinvenuti anche reperti appartenenti alla vita quotidiana romana come anfore, utensili da cucina e parte di un letto in legno, di cui è stato possibile realizzare il calco.

Neanche l'attribuzione alla specie sembra essere ancora certa, anche se ad una prima analisi - attraverso una sommaria misurazione morfologica - sembrerebbe appartenere ad Equus Caballus. L'animale mostra un'altezza al garrese di circa 150 centimetri, dimensioni considerevoli considerando che i cavalli risalenti a quel periodo erano di taglia ridotta rispetto a quelli attuali.

Una sinergia inedita e determinante tra la Soprintendenza e la magistratura che ha condotto a un doppio risultato, il salvataggio di un pezzo del patrimonio archeologico di Pompei dai furti e dai danni procurati da scavi clandestini e la scoperta di una residenza suburbana, del livello della piu' nota Villa dei Misteri. "All'interno della tomba non è presente alcun corredo - precisa Osanna - ma solo un chiodo, che simboleggia la permanenza del defunto nell'aldilà e l'impossibilità di tornare nel mondo dei vivi". I tunnel sono stati scoperti grazie alla collaborazione fra il Parco Archeologico di Pompei, la procura della Repubblica di Torre Annunziata e gli investigatori del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, insieme al Comando Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata.

La zona era stata già indagata una prima volta nel 1907, portando alla luce 15 ambienti della parte residenziale e produttiva dell'edificio. Nel settore produttivo c'era sicuramente un torcularium (ambiente dove avveniva la pigiatura del vino), una cella vinaria, e altri aree destinate allo stoccaggio delle derrate agricole.

Altre Notizie