Mercoledì, 14 Novembre, 2018

Ania: natura assicurativa polizze vita non è in discussione

Ania: natura assicurativa polizze vita non è in discussione Ania: dalla sentenza di Cassazione nessun rischio per le polizze Vita
Machelli Zaccheo | 10 Mag, 2018, 09:18

Prodotti che, secondo alcune interpretazioni giudiriche e in virtù delle caratteristiche specifiche che li qualificano, possono essere in taluni casi associati a dei contratti di investimento.

Decisione che andava a tutela dei consumatori in quanto il rischio sarebbe transitato dall'assicurato all'assicuratore.

Tale sentenza mette quindi a rischio molte polizze, con particolare riferimento a quelle di ramo III (index e unit linked) che sono anche oggetto di distribuzione dei financial advisor, che vengono così fortemente penalizzate dal punto di vista fiscale.

Richiamando, altresì, le comunicazioni Consob (DI/98086703 del 4 novembre 1998 e DIN/6022348 del 10 marzo 2006) relative alla possibilità per le società fiduciarie, alle quali è consentito, come previsto dalla legge n.1966 del 1939, di rendersi intestatarie di contratti di investimento e di contratti di negoziazione e raccolta ordini per conto dei propri fiducianti, la Cassazione ha ribadito che l'intermediario è obbligato a fornire con chiarezza, tutte le informazioni adeguate sulla natura, i rischi e le implicazioni delle operazioni o del servizio la cui conoscenza è necessaria per effettuare consapevoli scelte d'investimento o disinvestimento. "La sentenza non prende posizione sulla qualificazione dei contratti assicurativi sulla vita ma si riferisce a un caso specifico, caratterizzato dal ruolo assunto da una società fiduciaria", ha commentato l'Ania.

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Dopo il clamore generato dall'articolo " Polizze vita, bomba della Cassazione", a firma del nostro direttore Andrea Giacobino, pubblichiamo seguito una presa di posizione ufficiale di Ania, l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, sul caso in oggetto, pubblicata sul sito istituzionale. 6061, ha precisato che, al di là del "nomen iuris" attribuito alla singola tipologia contrattuale, occorre interpretare il contratto al fine di verificare se esso sia da identificare come polizza assicurativa sulla vita oppure come investimento in uno strumento finanziario.

Il tema, tornato di attualità nei giorni scorsi a valle di una sentenza della Corte di Cassazione, ruota attorno alle potenziali ricadute in termini fiscali e successori rispetto a una diversa classificazione del contratto se si stabilisce che non può essere trattato come una polizza vita.

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