Martedì, 16 Ottobre, 2018

Tim 'riparte' da Amos Genish. Oggi il Cda sulle deleghe

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Esposti Saturniano | 08 Mag, 2018, 07:31

Insomma, Genish ha messo d'accordo i contendenti, Elliott lo ha già virtualmente riconfermato dopo la vittoria in assemblea di venerdì scorso, e così il manager israeliano scelto da Vivendi, finita in minoranza nel board, proseguirà al timone di Tim per mettere in atto il piano industriale 2018-2020.

E Tim inverte la rotta in Piazza Affari dopo la vittoria della lista del fondo Elliott all'assemblea degli azionisti per il rinnovo del Cda.

I 10 indipendenti proposti dagli americani sono Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Morselli, Dante Roscini e Rocco Sabelli. È uno sviluppo notevole, se si pensa che Elliott controlla solo l'8 per cento delle quote dell'azienda: negli ultimi mesi però è riuscito a convincere diversi altri soci a sostenere la propria linea e a chiedere la rimozione dell'attuale cda controllato dall'azienda francese Vivendi, cioè il socio di maggioranza. "Sono soddisfatto", ha detto Conti, entrato in cda come candidato nella lista Elliott e presidente in pectore della società. Per Vivendi Amos Genish, Arnaud de Puyfontaine, Marella Moretti, Michele Valensise e Giuseppina Capaldo.

Elliott ha vinto ottenuto il favore del 49,84% del capitale presente in assemblea, per Vivendi si è espresso il 47,18%, mentre gli astenuti sono stati il 2,38% e i contrari lo 0,6%.

Il nuovo consiglio indipendente di Tim, ha aggiunto Elliott, può ora "tracciare valutazioni corrette su tutte queste misure, senza l'influenza eccessiva di un singolo azionista". Amos Genish comunque dovrebbe essere confermato AD. Quando l'anno scorso Silvio Berlusconi ha cercato di vendere il Milan ad un investitore cinese, è stato Elliott ad intervenire con un prestito di 128 milioni di euro e se Elliott non riavrà i suoi soldi indietro entro ottobre, il club cadrà sotto il suo controllo. "Performance in borsa a parte, importante che diventi una vera public company, che i conflitti di interesse con gli azionisti non la danneggino più e che si acceleri su separazione rete", ha cinguettato, ribadendo l'intenzione di monitorare la situazione "con attenzione".

In merito alla possibilità che Vivendi debba svalutare nei suoi bilanci l'investimento in Tim, Gillham ha affermato: "è troppo presto per dirlo".

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