Domenica, 21 Luglio, 2019

Giro d'Italia 2018: favoriti e outsider per la maglia rosa

Percorso 5 tappa Giro d'Italia Percorso 5 tappa Giro d’Italia
Cacciopini Corbiniano | 03 Mag, 2018, 19:15

Aru parte con la maglia di campione italiano, ha la stessa età di Dumoulin ma sa che se dovesse fallire ancora si aprirebbero scenari complicati sul suo futuro. Il britannico del Team Sky è il grande nome di questa 101esima edizione della corsa rosa, l'imbattibile che dopo aver conquistato tre Tour de France in fila e anche l'ultima Vuelta di Spagna si ripresenta finalmente sulle strade italiane. Subito polemiche, con il vincitore del 2017 Dumoulin che attacca: "Froome qui nonostante la positività?" Il tracciato calza a pennello sulla sua attitudine di scalatore, così come sembra favorire le chance di Domenico Pozzovivo, che al Giro si è piazzato sette volte nei primi venti, centrando la sesta piazza l'anno scorso.

Un infortunio ne ha rallentato la preparazione decisiva, arriverà al via non al 100% per crescere nella seconda e terza settimana, ma basterà per staccare la concorrenza? Per Aru e Froome (che su questo Giro puntano tantissimo) si tratterebbe anche di un mezzo disastro. Come in ogni Giro che si rispetti, l'ultima settimana deciderà se vinceranno le frullate sgraziate di Froome, la compostezza di Dumoulin, gli scatti di Aru o quelli degli altri outsider. "Ciò che mi delude è la tempistica dei procedimenti, se la giustizia sportiva ha bisogno di così tanto tempo significa che bisogna cambiare le regole dello sport". Dumoulin si sente carico ("non mi metterei sullo stesso piano di Froome, il suo palmares è molto più ricco del mio: io ho vinto un Giro e un Mondiale a cronometro, lui quattro volte il Tour e una volta la Vuelta") e non vede l'ora di misurarsi con il keniano bianco, "così finalmente saprò se sono in grado batterlo". Chris Froome, almeno per il momento, l'ha persa. Ha imparato a rispondere alle provocazioni: "Posso capire la sua frustrazione, ma al contempo ho il diritto di venire qui a correre e correre per la vittoria per dimostrare che non ho fatto niente di sbagliato". Più o meno la condizione in cui si trovano anche gli altri big. Pinot invece per il secondo anno di fila ha preferito il Giro al Tour e di recente al Tour of the Alps 2018 ha dimostrato di avere grande gamba.

C'è un palcoscenico di 3.562,9 chilometri, ci sono ventuno atti da rappresentare, una pièce chiamata Giro d'Italia che parte domani con centosettantasei storie diverse all'interno, e un pubblico che prima o poi dalla strada o dal divano dirà "Manicomio!" Ricordiamo inoltre che al centro dell sfida non ci saranno solo Tom Dumoulin e Chris Froome, ma anche Fabio Aru che cercherà di portare in alto i colori azzurri. Ma l'ordine d'arrivo non sarà credibile, almeno fino a quando non verrà pronunciata una sentenza che doveva arrivare prima della partenza da Gerusalemme.

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