Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Di Maio: se non guido governo non posso portare risultati

De Filippo (PD), commenta le dichiarazioni del leader M5S Di Maio: segno di un ego smisurato Furia Di Maio: "Partiti vergognosi, al voto a giugno"
Deangelis Cassiopea | 03 Mag, 2018, 16:04

"Sono cose di buon senso che si potevano realizzare e noi ci abbiamo provato per 55 giorni con tutte le nostre forze".

Bisogna tornare al voto il prima possibile. Più probabile che, in caso di voto anticipato, si vada dunque alle urne tra settembre e novembre. E sulla premiership del M5s alternativa a Di Maio "non mi è stato mai detto 'fammi un altro nome', non siamo mai arrivati a questo punto". Non ho mai pensato che sarebbe stato facile, ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato impossibile. Ma sono tutte cose che gli stessi partiti che oggi vi riempiranno di auspici e moniti si sono rifiutati di fare perché hanno preferito tenersi stretti Berlusconi e Renzi piuttosto che cambiare tutto. "Ognuno guarda al proprio orticello e alla propria poltrona". Per questo chiedo a Salvini: 'Andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo finalmente questo secondo turno a giugno. Sette italiani su 10 hanno votato o per Salvini o per Di Maio. Nella corrente trattativa per la formazione del governo la condotta del M5S si è rivelata fuori luogo, per nulla innovativa, tantomeno lontana da certe pratiche, anche torbide, tipiche di un deprecato passato: ha messo in campo solo un tatticismo incoerente, mediocremente opportunista, quindi maldestro, sul fronte dei "due forni"; ha preteso di trattare con la logica del vincitore, pur parziale, relativo, di un confronto elettorale svoltosi col sistema maggioritario, anziché col sistema proporzionale, come realmente è avvenuto! In effetti, il 4 marzo, che ha consacrato il movimento grillino primo partito d'Italia, pare ieri. L'errore più grave è stato però quello di cercare, alla fine, una collaborazione con quel Pd che sempre aveva aborrito: l'astuto Salvini non lo avrebbe fatto.

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