Martedì, 11 Dicembre, 2018

Assenteismo Reggia di Caserta, misure cautelari per 2 dipendenti

Assenteismo alla Reggia di Caserta due dipendenti indagati Furbetti del cartellino alla Reggia di Caserta, ordinanza per due custodi. Sei gli indagati
Evangelisti Maggiorino | 03 Mag, 2018, 14:10

Dopo avere timbrato l'ingresso in servizio lasciavano il posto di lavoro per svolgere commissioni o andare a mangiare una pizza. Per questo motivo due sorveglianti della Reggia, Giovanni Maiale e Raffaele Narciso, sono stati raggiunti da due misure cautelari notificate dagli agenti della squadra mobile di Caserta: obbligo di firma prima di entrare in servizio e dopo avere terminato l'orario di lavoro. È stato proprio durante le indagini per il furto dell'incasso alla buvette della Reggia che la Polizia di Stato li ha scoperti. I reati che la Procura di Santa Maria Capua Vetere ipotizza sono truffa aggravata e continuata, e false attestazioni sulla presenza in servizio.

Le investigazioni, infatti, hanno permesso di accertare che entrambi i destinatari della misura, Maiale Giovanni e Narciso Raffaele, si assentavano volontariamente, per diverse ore, dal posto di lavoro durante l'orario in cui avrebbero dovuto svolgere le loro, privi di qualsivoglia autorizzazione da parte della Direzione amministrativa competente, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un Ente pubblico e in violazione dei doveri inerenti il pubblico impiego svolto. Sono state indagate comunque altre quattro persone. In alcune occasioni sono anche tornati direttamente a casa per poi ripresentarsi, a fine turno, solo per vidimare l'uscita. Le indagini si sono avvalse di attività di pedinamento e di intercettazioni video ambientali effettuate tra settembre e novembre 2016. E' il bilancio di un'operazione anti assenteismo condotta dalla polizia di Caserta, coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, nel complesso vanvitelliano. Gli inquirenti, attraverso una nota, sottolineano il danno arrecato al Mibact che non riguarda solo lo stipendio percepito immeritatamente ma, soprattutto, il danno patrimoniale e di immagine derivante dalla mancata vigilanza nella Reggia vanvitelliana, sito Unesco.

Non è un caso, d'altronde, che l'inchiesta abbia preso le mosse proprio dalla commissione di un furto, agevolato, evidentemente, proprio dalla mancanza della sorveglianza che Maiale e Narciso avrebbero dovuto assicurare.

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