Venerdì, 19 Luglio, 2019

Siria, nuovo attacco missilistico a basi militari

Quando l’utopia si realizza Siria, missili su basi militare ad Aleppo e Hama: almeno 26 morti
Evangelisti Maggiorino | 30 Aprile, 2018, 16:31

Almeno 40 persone sono morte e altre 60 sono rimaste ferite.

I missili hanno colpito basi militari ad Hama e ad Aleppo e secondo i media ufficiali siriani, gli attacchi sono partiti da basi britanniche e statunitensi nel nord della Giordania.

Le basi militari colpite sono situate, oltre che nella provincia di Hama, ad Homs e ad Aleppo, dove sono stati centrati i distaccamenti situati presso l'aeroporto. Attualmente, sia il governo siriano che l'esercito siriano non hanno ancora risposto all'attacco. La Russia starebbe trasferendo, intanto, i suoi potenti sistemi missilistici in loco per evitare ulteriori rappresaglie occidentali (resta da capire il motivo per cui le contraeree, anche questa notte, non sarebbero entrate in azione). Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, aveva espresso (sempre ieri) forte preoccupazione per il rafforzamento del paese degli Ayatollah in Siria. Lo ha reso noto la tv di Stato e l'agenzia di stampa Sana, secondo la quale "la nuova aggressione con i missili nemici" è avvenuta alle 22.30 ora locale. Il ministro degli Esteri di Mosca aveva accusato duramente, sabato scorso, l'Occidente di volere "riformattare il Medio Oriente", dividendo la Siria in tre parti. Al momento non vi sono rivendicazioni, primo dettaglio questo che fa pensare ad un attacco israeliano, ma ad essere quasi una prova schiacciante è il fatto che ad essere colpiti sono stati miliziani pro regime e diversi pasdaran iraniani. C'è da augurarsi che tale auspicio si concretizzi, fermando così il bagno di sangue che prosegue in Siria dal 2011 e che ha già provocato oltre 500 mila morti.

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