Sabato, 20 Luglio, 2019

"Non è stupro", ma "abuso": la condanna che ha indignato la Spagna

REUTERS  Vincent West Manifestanti davanti al tribunale in attesa della sentenza REUTERS Vincent West
Evangelisti Maggiorino | 27 Aprile, 2018, 00:25

"È uno stupro, non un abuso", "vergogna" hanno urlato i manifestanti.

Lo hanno sancito i giudici del tribunale di Navarra in riferimento al caso della "manada" ("branco" in spagnolo): due anni fa 5 uomini, durante la festa di San Fermin a Pamplona, hanno abusato di una 18enne madrilena, trovata sulla strada in posizione fetale e in lacrime. Se c'è violenza o intimidazione, si tratta di aggressione, se non c'è si parla invece di semplice abuso.

Oggi i cinque imputati sono stati riconosciuti colpevoli di abusi sessuali.

Come vi abbiamo raccontato, la sentenza ha alzato il polverone e sul web si trovano migliaia di reazioni di rabbia. A Madrid, davanti alla sede del ministero della Giustizia, si sono radunate più di 10 mila persone, secondo la polizia.

I fatti risalgono al 7 luglio del 2016: José Ángel Prenda, Alfonso Cabezuelo, Antonio Manuel Guerrero, Jesús Escudero e Ángel Boza si erano offerti di accompagnare la donna conosciuta quella sera alla sua auto e l'avevano portata invece nell'androne di un palazzo dove l'avevano aggredita e violentata. Denunciò lo stupro e spiegò di non avere potuto reagire perché "paralizzata" da quanto stava accadendo. Aveva fatto molto discutere il fatto che una delle prove ammesse dai giudici fosse il rapporto di un investigatore privato, assunto dalla difesa, nel quale si riteneva che la ragazza non avesse subito nessun trauma e che nei momenti successivi alla violenza "ridesse con alcuni amici".

I cinque accusati si sono difesi sostenendo che lei non si era dibattuta, che non c'era stata violenza e che quindi era consenziente.

Il verdetto di giovedì 26 aprile - trasmesso in diretta televisiva - è arrivato a circa cinque mesi dalla conclusione del processo ed è stato criticato anche da molti politici e associazioni che lavorano a favore dei diritti umani. Mentre da Twitter è arrivata la contestazione di Pablo Iglesias (Podemos): "Se non lotti contro 5 bruti grossi il doppio di te rischiando la vita non ti stanno violentando". Amnesty International ha dichiarato che "la mancanza di riconoscimento legale del fatto che le relazioni sessuali senza consenso costituiscano uno stupro dà origine all'idea che spetta a noi donne proteggere noi stesse dallo stupro". In un tweet pubblicato poco dopo la lettura dei verdetti, le forze di polizia nazionali spagnole hanno scritto "No es No" per dodici volte, insieme al loro numero di telefono per le emergenze e al messaggio: "Siamo con te".

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