Venerdì, 25 Mag, 2018

Trattativa Stato-Mafia: condannati Mori, Dell'Utri, De Donno e Bagarella

Stato-mafia, Di Matteo: con la sentenza accertati i rapporti tra boss e istituzioni Trattativa Stato-mafia, Di Matteo: “Mentre i magistrati saltavano in aria c'era chi trattava con la mafia”
Evangelisti Maggiorino | 25 Aprile, 2018, 23:33

"E' stato sancito che mentre la mafia, tra il '92 e il '93, faceva sette stragi c'era chi all'interno dello Stato trattava con vertici di 'Cosa nostra' e trasmetteva ai governi le sue richieste per far cessare la strategia stragista".

Ed è sul ruolo dell'ex cavaliere che si concentra uno dei passaggi chiave del commento del pm Nino Di Matteo al verdetto: "Finora c'era una sentenza che metteva in correlazione Dell'Utri e Silvio Berlusconi imprenditore, ora c'è una sentenza che mette in correlazione Dell'Utri con il Berlusconi politico - dice il pubblico ministero - Nella nostra impostazione accusatoria, che ha retto completamente, l'ipotesi è che Dell'Utri sia stato la cinghia di trasmissione tra Cosa nostra e il governo Berlusconi". La sentenza della procura di Palermo ha infatti stabilito le condanne per l'ex generale del Ros Mario Mori e del fondatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri a 12 anni di carcere. C'è una sentenza definitiva che afferma che dal '74 al '92 Dell'Utri si fece garante di un patto tra Berlusconi e le famiglie mafiose palermitane. Inoltre "quello che mi ha fatto più male è che rispetto alle accuse di usare strumentalmente il lavoro abbiamo avvertito un silenzio assordante da chi ci doveva difendere". Noi non riteniamo che il livello politico non fosse a conoscenza di quel che accadeva. "A partire dall' Anm e il Csm".

"Gli ufficiali dei carabinieri sono stati condannati per avere svolto un ruolo di mediazione delle richieste della mafia nel '92 quindi rispetto ai governi della Repubblica presieduti da Amato e Ciampi, mentre Dell'Utri è stato condannato per avere svolto il medesimo ruolo nel periodo successivo a quando Berlusconi è diventato premier".

"Abbiamo agito nei confronti di quei soggetti che ritenevamo coinvolti su base probatoria solida, ma non pensiamo che quei carabinieri abbiano agito da soli".

Le condanne giungono in parte inaspettate, visto il pesante clima mediatico che ha circondato il processo, le numerose e durissime delegittimazioni rivolte ai Pm, e gli scontri tra giornalisti e altri esponenti dell'opinione pubblica, i quali hanno preso manicheisticamente le difese dei magistrati o degli imputati senza concedere sconti a nessuno.

La Trattativa c'è stata.

Come avevamo anticipato, ad ogni modo, prima di dare per certa qualsivoglia ricostruzione è saggio e prudente, da un punto di vista storico, attendere le motivazioni della sentenza, che serviranno a contestualizzare le condanne di un processo, di una vicenda, e di una sentenza stessa, che a loro modo hanno già fatto (e forse riscritto) la storia del Paese.

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