Lunedi, 21 Mag, 2018

Nuovo ricorso dei genitori di Alfie

Manifestazione di fronte all’ospedale Alder Hey di Liverpool Manifestazione di fronte all’ospedale Alder Hey di Liverpool
Machelli Zaccheo | 25 Aprile, 2018, 22:01

E l'apertura dell'Alta corte britannica aveva lasciato ben sperare, peccato sia poi arrivata la doccia fredda dei medici dell'Halder Hey.

Le cinque oche di metallo formavano, assieme alla scultura di una pastorella con in mano un pulcino, una graziosa composizione che richiamava, nel senso e nella raffigurazione, il nome stesso della piazza in cui si trovavano: fino alla fine del Settecento infatti, fin lì si estendeva la palude compresa fra l'antico borgo e il lago di San Cristoforo, e non era insolito poter vedere delle oche scorrazzare libere sulla piazza, allevate anche dai contadini che in quel luogo vivevano.

Alle 20.35, Thomas, il padre di Alfie, dice: "Abbiamo perso ancora, ci hanno negato la possibilità di partire". Poi però è successo qualcosa che ha inceppato la tabella di marcia: l'avvocato della famiglia ha ottenuto che "l'esecuzione sia temporaneamente sospesa". Nelle stesse ore, nel tentativo di agevolare un suo immediato trasferimento all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, il ministro degli Esteri Angelino Alfano e quello dell'Interno Marco Minniti hanno annunciato di avergli concesso la cittadinanza italiana. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. I genitori sostengono che il loro figlio non provi dolore o sofferenza, ma hanno perso tutte le cause presso l'Alta Corte di giustizia britannica, la Corte d'appello, la Corte suprema e la Corte europea dei diritti umani. I genitori del bimbo avrebbero voluto portarlo al Bambin Gesù di Roma per proseguire le cure palliative e il Governo è intervenuto in tal senso, concedendo la cittadinanza al piccolo. Non è mai stato detto ai genitori che Alfie sarebbe morto subito, hanno ribadito. Il giudice Hayden, già estensore di numerose sentenze e autore dell'ordine che solo ieri pomeriggio ha preteso il distacco del ventilatore in orario serale, ha chiesto all'ospedale di valutare la fattibilità di un trasferimento a domicilio del piccolo.

Il padre, Tom Evans, è scoppiato a piangere in aula, e ha dichiarato alle telecamere che suo figlio è stato "condannato a morte".

Il bambino inglese di 23 mesi, affetto da una grave condizione neurodegenerativa che lo tiene in coma dal dicembre 2016, era stato staccato dal respiratore e dalle macchine per l'idratazione e la nutrizione alle 21.30 di lunedì 23 aprile, ora inglese, ma dopo oltre 10 ore il bambino era ancora vivo, in grado di respirare da solo. E come abbiamo detto sopra, la decisione finale è stata contraria alla richiesta dei genitori di Alfie. Il quale in tutte queste ore è stato stabile, ma che comunque, pur ricevendo dalle otto di questa mattina un aiuto con la mascherina dell'ossigeno, non è più assistito da una ventilazione vera e propria.

Doveva morire entro pochi minuti.

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