Domenica, 20 Ottobre, 2019

Federica Angeli al processo Spada: "Intimarono 'tutti dentro!', ma io rimasi lì"

Federica Angeli testimone al processo Spada: “Non ho paura mi sento libera”. Presente anche la sindaca Raggi: “Qui Roma, processo Spada: Federica Angeli in aula/ Ultime notizie: "Non ho paura", Virginia Raggi in Tribunale
Evangelisti Maggiorino | 21 Aprile, 2018, 15:15

Oggi, la Angeli è tornata in Tribunale sentita in qualità di testimone. "Non eseguo gli ordini di uno Spada".

"Sono 1736 giorni che vivo sotto scorta. In questi anni ho ricevuto minacce dirette e indirette, insulti e intimidazioni sui social, fino al proiettile che mi è stato spedito recentemente". "Non ho paura", ha detto Federica Angeli durante la sua testimonianza. "Hanno provato in tutti i modi a privarmi della libertà - ha commentato lasciando piazzale Clodio - e sono riusciti a privarmi di quella fisica perché ho la scorta, ma sicuramente io alle loro regole non ci sto e oggi posso dirvi che mi sento libera, è una bellissima sensazione". "Anche mio figlio quando aveva 8 anni venne preso di mira da Carmine Spada che gli fece il segno della croce", ha rivelato, spiegando poi che dal giorno in cui assistette a quel conflitto a fuoco, vive ormai blindata in casa senza neppure la possibilità di potersi affacciare sul balcone. In segno di solidarietà in aula la sindaca Virginia Raggi e il direttore di Repubblica Mario Calabresi.

Raggi, Roma non ha paura degli Spada - "Sono qui perché le istituzioni non devono mai lasciare soli i cittadini soprattutto quando si tratta di lottare contro la mafia". La sua presenza, nel ruolo di sindaca di Roma, è stata giustificata dall'esigenza e dal dovere di lanciare un messaggio forte contro la malavita.

"Carmine Spada intimò alle persone che si erano affacciate alla finestra di rientrare dentro - ha ricordato davanti ai giudici - Disse: 'Che cazzo state guardando, lo spettacolo è finito".

"Oggi siamo qui vicino a Federica che ha il coraggio di testimoniare e siamo vicini a tutti quei cittadini che sono in primalinea come Giuliana Di Pillo (presidente del Municipio di Ostia), Paolo Ferrara (capogruppo M5S nel X municipio), in carabinieri, le forze dell'ordine e i tanti cittadini onesti, gli imprenditori onesti di Ostia e del territorio", ha infine concluso la sindaca. Quando raccontava dei fatti di Ostia sembrava quasi che enfatizzasse i fenomeni: oggi è invece chiaro, anche da quanto sta emergendo dalle inchieste, che in quella parte di Roma c'è un grumo di criminalità e comportamenti omertosi che possono essere definiti mafiosi.

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