Mercoledì, 27 Mag, 2020

Federica Angeli al processo Spada: "Intimarono 'tutti dentro!', ma io rimasi lì"

La giornalista al processo contro il clan. La Raggi in tribunale La giornalista al processo contro il clan. La Raggi in tribunale
Evangelisti Maggiorino | 21 Aprile, 2018, 15:15

Oggi, la Angeli è tornata in Tribunale sentita in qualità di testimone. "Non eseguo gli ordini di uno Spada".

"Sono 1736 giorni che vivo sotto scorta. In questi anni ho ricevuto minacce dirette e indirette, insulti e intimidazioni sui social, fino al proiettile che mi è stato spedito recentemente". "Non ho paura", ha detto Federica Angeli durante la sua testimonianza. "Hanno provato in tutti i modi a privarmi della libertà - ha commentato lasciando piazzale Clodio - e sono riusciti a privarmi di quella fisica perché ho la scorta, ma sicuramente io alle loro regole non ci sto e oggi posso dirvi che mi sento libera, è una bellissima sensazione". "Anche mio figlio quando aveva 8 anni venne preso di mira da Carmine Spada che gli fece il segno della croce", ha rivelato, spiegando poi che dal giorno in cui assistette a quel conflitto a fuoco, vive ormai blindata in casa senza neppure la possibilità di potersi affacciare sul balcone. In segno di solidarietà in aula la sindaca Virginia Raggi e il direttore di Repubblica Mario Calabresi.

Raggi, Roma non ha paura degli Spada - "Sono qui perché le istituzioni non devono mai lasciare soli i cittadini soprattutto quando si tratta di lottare contro la mafia". La sua presenza, nel ruolo di sindaca di Roma, è stata giustificata dall'esigenza e dal dovere di lanciare un messaggio forte contro la malavita.

"Carmine Spada intimò alle persone che si erano affacciate alla finestra di rientrare dentro - ha ricordato davanti ai giudici - Disse: 'Che cazzo state guardando, lo spettacolo è finito".

"Oggi siamo qui vicino a Federica che ha il coraggio di testimoniare e siamo vicini a tutti quei cittadini che sono in primalinea come Giuliana Di Pillo (presidente del Municipio di Ostia), Paolo Ferrara (capogruppo M5S nel X municipio), in carabinieri, le forze dell'ordine e i tanti cittadini onesti, gli imprenditori onesti di Ostia e del territorio", ha infine concluso la sindaca. Quando raccontava dei fatti di Ostia sembrava quasi che enfatizzasse i fenomeni: oggi è invece chiaro, anche da quanto sta emergendo dalle inchieste, che in quella parte di Roma c'è un grumo di criminalità e comportamenti omertosi che possono essere definiti mafiosi.

Altre Notizie