Venerdì, 25 Mag, 2018

L'Accademia della Crusca contro il ministro Fedeli: "Troppi anglismi, abbandonato l'italiano"

L’Accademia della Crusca a Firenze L’Accademia della Crusca a Firenze
Evangelisti Maggiorino | 19 Aprile, 2018, 17:37

Alza la voce l'Accademia della Crusca, e punta il dito contro il Miur, il Ministero dell'Istruzione. Documento che, a detta dei professori impegnati nella lotta al dilagare dell'anglicismo facile, testimonia "l'abbandono dell'italiano", già mortificato in diverse occasioni dalle gaffe della titolare del Miur, Valeria Fedeli. Nel mirino dei linguisti c'è un documento in particolare: il Sillabo programmatico, pubblicato a marzo e dedicato alla promozione dell'imprenditorialità nelle scuole statali secondarie di secondo grado. Ovviamente non si fa attendere la replica della ministra Valeria Fedeli: "Non capisco, sinceramente, da quali documenti o atti del Miur ricaviate la presunta volontà ministeriale di 'promuovere un abbandono sistematico della lingua italiana".

L'analisi del testo dei linguisti è estremamente severa.

L'Accademia della Crusca ritiene che nei documenti del Ministero della Pubblica Istruzione, il numero di anglicismi sia sovrabbondante e spesso inutile, a discapito della lingua italiana volutamente limitata. Nella storia delle lingue è sempre stato e sempre sarà così. E ribadisce come "l'utilizzo di termini stranieri si rivela funzionalmente necessario quando il "prestito" consente una funzione designativa del tutto inequivoca, specie se si accompagna all'introduzione di nuove "cose", nuovi "concetti" e delle relative parole".

Il Miur, secondo l'autorevole parere degli accademici, attraverso i suoi documenti, promuoverebbe l'abbandono della lingua italiana. I linguisti, nella loro "accusa", sottolineano che per essere imprenditori non bisogna saper lavorare in gruppo, ma conoscere le leggi del "team building", non serve progettare ma occorre conoscere il "design thinking", bisogna sapere sfruttare la "open innovation", e divenire esperti in "business model canvas", tutti termini anglicani che appunto l'Accademia non sembra voler digerire.

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