Sabato, 21 Aprile, 2018

Fmi rivede in rialzo il Pil italiano: +1,5%. Ma preoccupa "l'incertezza politica"

Le principali novità del bitcoin con focus su Soros FMI blockchain e tax day Fmi, accelera la crescita dell'Italia: +1,5% nel 2018
Deangelis Cassiopea | 17 Aprile, 2018, 18:18

Più in generale, il Fondo sottolinea che "nell'area dell'euro, diversi Paesi hanno esaurito il proprio spazio fiscale e dovrebbero gradualmente consolidarsi in un modo il più possibile favorevole alla crescita e uniforme per ricostruire i buffer" di sicurezza.

Il tutto, però, a patto che il Paesi non abbandoni il percorso di aggiustamento. Monito "sull'elevato livello del debito" e sulla disoccupazione, ancora sopra 10%. "L'incertezza politica", si legge nel World economic outlook che cita l'Italia insieme a queste tre nazioni, "accresce anche i rischi per la realizzazione delle riforme o la possibilità di un riorientamento delle agende politiche nell'ambito di prossime elezioni o nell'immediato periodo successivo". Parola del Fondo Monetario Internazionale che nel suo World Economic Outlook ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l'Italia: dopo il +1,5% del 2017, il Pil 2018, salirà dell'1,5%, ovvero 0,1% punti percentuali in più rispetto alle previsioni di gennaio, in linea comunque con quanto indicato dal governo a settembre nella nota di aggiornamento al Def. Per il 2019 la crescita viene confermata all'1,1%.

Nell'Eurozona l'Italia si piazza invece l'ultimo posto in classifica, scavalcata dalla Grecia (+2%), mentre la Germania crescerà quest'anno del 2,5%, la Francia del 2,1% e la Spagna del 2,8%.

Ma il Fondo lancia anche un avvertimento sullo scenario post-elettorale: "L'incertezza politica crea rischi nell'implementazione delle riforme" e "la fiducia e il sostegno popolare alle riforme possono essere anche minati da una governance debole e da corruzione su vasta scala, con ripercussioni sull'attività economica".

La disoccupazione in Italia resterebbe vicina all'11% anche nel 2018, e dovrebbe calare al 10,9%, dall'11,3% del 2017, per poi scendere ulteriormente al 10,6% nel 2019.

Secondo l'Fmi, l'Italia dovrebbe rivedere la contrattazione salariale collettiva così da consentire una maggiore flessibilità per allineare i salari con la produttività.

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