Mercoledì, 26 Settembre, 2018

Nicchi: "Rischio Calciopoli, vogliono indebolire il peso politico degli arbitri"

Real Madrid vs Juventus Nicchi, “nuova Calciopoli senza voto agli arbitri”/ Aia contro riforma: “Figc non esiste, rischio sciopero”
Cacciopini Corbiniano | 16 Aprile, 2018, 12:36

Nella giornata di ieri si è confermato che i nostri arbitri sono di grande valore e sono il fiore all'occhiello di una Federazione che non esiste e che è in grande difficoltà. Situazione gravissima per gli arbitri? La situazione interna è drammatica, non ci si rende conto dei pericoli e delle necessità del mondo arbitrale.

MINACCE OLIVER - Cosa ne penso? Però se qualcuno la domenica non dovesse trovare l'arbitro non si deve sorprendere. Mi preoccupo solo di migliorare il livello degli arbitri italiani. Noi oggi siamo bravi perché siamo autonomi e terzi. La presenza non è espressamente vietata anche se non espressamente prevista. Sono cose che vanno a turbare un mondo di grande privilegio e che arriva nel momento chiave di tutti i campionati. Io cercherò di evitare lo sciopero ma i riconoscimenti sono dovuti, anche all'estero gli arbitri partecipano all'elezione federale. E poi: "È anacronistico che il Coni voglia togliere il diritto di voto all'Aia per aumentarlo ai professionisti". Perché oggi viene fuori questa storia? Vogliono aprire nuovamente scenari nefasti, che potrebbe dare l'inizio a una nuova Calciopoli. Il 2% che abbiamo, inorgoglisce il nostro movimento e non influisce nelle decisioni globali. Ma a certi livelli bisogna fare attenzione a quello che si dice perché ci sono molti bambini che ascoltano. Un ragazzo non può avere il rimborso dopo 7 mesi, perché sono soldi che anticipano i genitori. La violenza poi è un altro tema che sto combattendo da dieci anni. I vertici sono un punto di riferimento per la base, che noi dobbiamo proteggere. Il nesso con Calciopoli è che qualcuno vuole mettere le mani sugli arbitri. Significherebbe che ognuno poi direbbe la sua nel modo di designare, nella crescita e nell'organizzazione. Si deve essere soddisfatti, pur riconoscendo che ci sono stati pochi errori evitabili. Proteste della Juve a Madrid? Se fosse successo in Italia avrei difeso l'arbitro, che non può essere offeso e minacciato né prima, né durante e né dopo. "Agnelli? Non posso agire sul modo di pensare di un dirigente italiano". E' uno strumento da tutti accettato e da tutti voluto.

Ma di cosa ci lamentiamo? Ma a decidere è sempre l'arbitro in campo, questo deve rimanere un caposaldo. Ci sono occasioni in cui si deve andare al monitor e altre in cui non c'è bisogno. Agnelli non si ricorda dell'episodio di Muntari? E' uno strumento che fa giustizia. Probabilmente sì se ci sono i segnali da una persona che dà grande affidamento. La squadra si allena tutti i giorni. Non ho sensazioni di contrarietà al VAR, ma anzi si chiede di migliorarla e ora si va in campo più sereni: dai protagonisti in campo, ai tifosi. L'arbitro deve votare perché è un diritto democratico.

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