Mercoledì, 12 Dicembre, 2018

Tensione in Siria, Assad: "le bombe uniranno il paese"

VIDEO. Mosca Con i missili sovietici la difesa aerea siriana ha distrutto 71 dei 100 missili lanciati da USA Gran Bretagna e Francia Guerra in Siria: Salvini non farti fregare da Macron!
Evangelisti Maggiorino | 16 Aprile, 2018, 09:42

L'attacco è durato poche ore e avrebbe colpito tre obiettivi, a Damasco e a Homs.

"Un attacco eseguito alla perfezione quello della scorsa notte".

L'ambasciatore americano a Mosca, il mormone Jon Huntsman, veterano della politica e della diplomazia di Washington e volto serio dell'amministrazione Trump, ha ammesso di aver avvertito i Russi dell'attacca: "Gli Stati Uniti hanno comunicato con la Federazione Russa per ridurre il pericolo di vittime civili o russe", ha tagliato corto con franchezza.

Ma c'è sicuramente un punto cruciale su cui tutte le opinioni tendono a concordare: "punire" il regime per evitare che faccia uso di armi chimiche in futuro equivale a un riconoscimento implicito della sopravvivenza del regime nel lungo termine.

Il Cremlino ha inoltre promesso che "ci saranno conseguenze". Ma Mosca ed i siriani controbattano "Intercettati piu' della meta' dei missili".

Il ministro della difesa Usa, James Mattis ha dichiarato che l'operazione costituisce " un chiaro messaggio per Assad", anche se sono stati presi di mira solamente obiettivi legati alla produzione e deposito di armi chimiche. I missili sono partiti da alcuni bombardieri e almeno da una delle navi americane nel Mar Rosso.

La contraerea siriana ha intercettato 12 missili che erano diretti contro un base militare aerea a est di Damasco. Evitate appositamente le basi russe e il loro spazio aereo. Parly non ha spiegato come questo fosse avvenuto, ma le sue parole hanno provveduto a far piazza pulita dei tentativi delle ore precedenti del generale Joseph Dunford, capo degli Stati maggiori riuniti Usa, di escludere qualunque contatto con Mosca al di là delle normali comunicazioni sulla cosiddetta 'deconfliction'. Una cosa è certa: in Siria si sta ripetendo il copione di un film già visto in Iraq: la coalizione occidentale distrugge uno Stato che, pur se autocratico, garantisce la pacifica convivenza di cristiani e musulmani e l'esistenza di strutture e diritti di tipo europeo quali tribunali, scuole, parità tra uomo e donna. Un attacco realizzato senza che nessuno abbia presentato prove convincenti di un attacco chimico che prima che contro il regime siriano è stato un attacco contro la Russia e la sua ambizione a rientrare nel gioco mediorientale.

Il presidente americano continua a commentare sul social network: "Sono così orgoglioso delle nostre forze armate che, presto, dopo aver speso miliardi di dollari totalmente approvati, saranno le migliori di sempre". Per le gemelle, che ormai respirano a fatica, ci sono ancora due siringhe.

La presidenza siriana ieri ha postato sul proprio account Twitter un video che mostra Bashar al Assad arrivare al lavoro, presumibilmente al Palazzo presidenziale, ore dopo i raid, intitolato "La mattina della fermezza".

Perché non un intervento contro la guerra civile siriana? Un'apertura a Russia e Iran arriva però da Emmanuel Macron, che lancia un appello al dialogo "per costruire una soluzione duratura per la Siria". "La palla è al centro", la Russia ha promesso che non resterà indifferente e il mondo intero sta sugli "spalti" a guardare il "match di sangue" sperando per il meglio.

ASSAD: AGGRESSIONE BRUTALE E BARBARA - Il governo siriano ha denunciato i raid sulle sue installazioni militari come "un'aggressione brutale e barbara" che ha violato la legge internazionale.

Un ulteriore elemento che potrebbe giocare a sfavore degli autori dell'attacco è la scelta di non aspettare che gli osservatori dell'Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) arrivassero in Siria per valutare ed esprimere un giudizio sull'effettivo utilizzo di armi chimiche. Nella riunione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, per accertare le responsabilità degli attacchi chimici la Russia ha messo il veto sulla decisione.

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