Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Juve, Allegri: "Buffon non è da condannare, va capito"

Cacciopini Corbiniano | 14 Aprile, 2018, 13:51

Massimiliano Allegri è tornato a parlare dopo Madrid e ha difeso il suo capitano Gigi Buffon: "Il suo sfogo?"

"Buffon è sempre stato un esempio in vent'anni, in una situazione così difficile va capito e non condannato". Se per una volta, in una situazione, difficile e complicata, mancavano 30 secondi alla fine di una partita che ci avrebbe permesso di andare ai supplementari, poi non è detto che avremmo passato il turno ma avevamo una possibilità un più per passare, l'arbitro ha preso questa decisione, giusta o non giusta, poi gli è stata tolta la possibilità di parare il rigore a Cristiano Ronaldo, possiamo capire la reazione di Gigi, io non lo condanno. Dalla poltrona di casa, senza emozioni o altro, giudicare le esternazioni di Buffon è facile. "Sfido qualunque persona al mondo a non avere una reazione come quella in quel contesto". "Quindi domani bisogna essere pronti a ripartire, a vincere soprattutto". "Qui chiudiamo con il Real Madrid e pensiamo alla Sampdoria". "Davanti, devo avere in panchina cambi importanti". La rabbia che accumulato a Madrid dovremo metterla in campo per fare una partita importante per portare a casa 3 punti che sono fondamentali. All'andata venivamo da partita in cui si vinceva ma incassavamo tanto. A Benevento però è stato decisivo e Gonzalo deve essere l'uomo determinante per portarci a vincere lo Scudetto. "Bernardeschi sta lavorando con la squadra, ma non è ancora a disposizione".

"Domani tornano Dybala e Cuadrado titolari".

"Venerdì la squadra ha fatto un buon allenamento".

No, giocherà lui insieme a uno tra Rugani e Benatia. Devo decidere se giocare con Higuain e Mandzukic o tenerne uno in panchina. "In porta gioca Buffon". A destra devo scegliere tra Lichtsteiner e Howedes. Altrimenti bisognerebbe fare un corso di psicologia. La Juve vuole sempre crescere per qualità, ma le partite in Italia sono diverse, molto più tattiche, con gli avversari che ti costruiscono addosso.

"Abbiamo la possibilità di entrare nella storia della Juventus conquistando Scudetto e Coppa Italia, - ha sottolineato il livornese - al momento non abbiamo fatto ancora niente, se ci riusciremo saremo ricordati come una delle squadre più forti". E non l'ho ancora fatto. La partita di Madrid rimane, perchè giocata molto bene, come il primo tempo della finale di Cardiff, ma va messa da parte. Sono giovane, voglio allenare e ho stimoli, poi nella vita non si sa mai. "Ora bisogna rituffarsi e riadattarsi al campionato".

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