Venerdì, 19 Luglio, 2019

Dopo Cambridge Analytica, Facebook guarda al GDPR come standard globale

BDF385DD-3337-4F15-BC77-593B54633227 Zuckerberg: "anche il mio profilo è stato violato". Facebook sarà a pagamento
Evangelisti Maggiorino | 13 Aprile, 2018, 21:00

Facebook e Cambridge Analytica è ormai sulla bocca di tutti e l'utilizzo improprio dei dati personali degli utenti iscritti al social network è divenuta una questione internazionale con numeri incredibili.

Potrebbero sembrare richieste drastiche ma, da quanto riportato da Altroconsumo, i rappresentanti di Facebook si sono mostrati possibilisti: "Facebook ha mostrato attenzione per i diritti degli utenti e il rispetto del ruolo delle organizzazioni di consumatori", si legge nella nota ufficiale, aggiungendo che l'azienda si è impegnata a fornire una risposta a tutte le richieste entro due settimane.

Nell'affaire Cambridge Analytica scende in campo anche Altroconsumo.

Fra il 2013 e il 2015 uno psicologo e matematico americano, Aleksandr Kogan, ricercatore a Cambridge e titolare della Global Science Research decide di esternare un'applicazione interna a Facebook chiamata appunto "Thi is your digital life" con l'intento di realizzare una raccolta dati per una ricerca universitaria. Però, è evidente che passi di questo genere di aziende come Apple e Facebook potrebbero avere un effetto domino su tutte le grandi aziende d'Oltreoceano, che potrebbero trovarsi forzate ad adottare standard simili al GDPR anche negli Usa per tranquillizzare i propri utenti e fornitori.

Intanto Cambridge Analytica ha deciso di passare al contrattacco, pubblicando la propria difesa in 10 punti.

Zuckerberg:

A questo punto è palese capire se realmente l'account che solitamente utilizziamo è stato violato o se invece i nostri dati sono ancora sicuri. Per saperlo proprio Facebook ha messo a disposizione un link a questa pagina in cui è possibile recarsi per avere informazioni sulla violazione o meno dell'account.

Mark Zuckerberg si è scusato più volte con gli utenti e ha promesso nuovi e più stringenti controlli. Visti i precedenti: "prevenire è meglio che curare".

Tra l'altro, ricordiamo, Cambridge Analytica e Facebook sono stati accusati di aver manipolato le elezioni nordamericane. "Ed è proprio questo il nodo: saper gestire situazioni inattese senza lasciarsi sopraffare, ma sviluppando doti di adattamento", spiega Roberto Re, l'Anthony Robbins italiano, pioniere del coaching e fondatore di HRD Training Group, società leader in Italia che dal 1992 si occupa di corsi di formazione a più livelli, aziendale, imprenditoriale e personale.

Prima o poi si dovrà affrontare anche il problema di Wikipedia, enciclopedia libera, ma alla mercé di gruppi di "controllori" anonimi che di fatto tollerano manipolazioni di biografie e fatti politici (e non) a senso unico sempre sotto il controllo della sinistra liberal mondiale. In tal caso comunque nulla potrà essere fatto dagli utenti che comunque verranno avvisati.

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