Mercoledì, 18 Luglio, 2018

Ocse, in Italia disuguaglianza, patrimoniale la riduce

La tassa sul patrimonio o quella di successione una delle due serve Ocse. In Italia cresce la disuguaglianza. Serve una tassa patrimoniale
Esposti Saturniano | 13 Aprile, 2018, 20:47

Una tassa patrimoniale per riequilibrare le disuguaglianze: secondo l'Ocse, in Italia è l'unica soluzione per arginare le differenze tra le classi. Così Cristian Perniciano responsabile delle politiche fiscali della Cgil nazionale commenta il rapporto dell'Ocse 'The Role and Design of net wealth taxes' sulla tassazione della ricchezza, uscito oggi. Lo chiede l'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), affermando che il paese è uno di quelli dove, dopo la crisi economica dell'ultimo decennio, la disuguaglianza sociale è aumentata di più e la concentrazione di ricchezza verso l'alto è diventata più evidente.

I risultati indicano che, in generale, la necessità di adottare una tassa sulla ricchezza netta è minima nei Paesi dove sono applicate su larga scala le tasse sui redditi e sui capitali personali, comprese le imposte sulle plusvalenze, e dove le tasse di successione sono ben disegnate.

Negli ultimi dieci anni, infatti, nel nostro Paese il 43% delle ricchezze si è concentrato nel 10% della popolazione e, secondo l'organizzazione francese, l'introduzione della tassa patrimoniale servirebbe a ridurre il gap in maniera veloce. "Per esempio - si legge nel rapporto - una tassa sulla ricchezza netta potrebbe avere effetti distorsivi più limitati ed essere più giustificata se utilizzata per favorire la progressività nei Paesi dove l'imposta sui redditi personali è relativamente bassa. Dati comparabili per sei paesi Ocse (Australia, Canada, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti) indicano che, dalla crisi, la concentrazione di ricchezza al vertice è aumentata in quattro di essi (Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito), mentre la disparità di ricchezza nella parte inferiore della distribuzione è aumentata in tutti i paesi tranne il Regno Unito". Il fatto che siano rimasti in pochissimi ad avere un balzello sui patrimoni fa sicuramente riflettere, ma l'Ocse evidenzia comunque che "di recente alcuni Paesi hanno mostrato un ritrovato interesse per le imposte sul patrimonio come una via utile per aumentare le entrate e combattere le disuguaglianze". "Un'argomentazione simile può valere anche per i paesi che non impongono tasse di successione sulle eredità".

Contraria Confindustria: "Noi viviamo in un Paese in cui le patrimoniali le hanno già messe sui fattori di produzione", sottolinea il presidente Vincenzo Boccia.

Dello stesso parere anche Confedilizia: "Nel nostro Paese una patrimoniale c'è già: si chiama Imu-Tasi, vale 21 miliardi di euro l'anno e ha già provveduto ad annientare il settore immobiliare, favorendo la chiusura di imprese, la perdita di posti di lavoro e la contrazione dei consumi".

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