Sabato, 19 Ottobre, 2019

Basilicata, acque contaminate nel mar Jonio. Sigilli alla Itrec di Matera

Acqua contaminata nel mare Jonio. Procura sequestra vasche Itrec e impianto ex Magnox di Rotondella foto Basilicata, acqua contaminata in mare, sigilli nell'impianto nucleare Itrec
Evangelisti Maggiorino | 13 Aprile, 2018, 20:22

Acqua contaminata nel mar Jonio, proveniente da un impianto nucleare: ci sono cinque indagati nell'inchiesta della Procura di Potenza, che venerdì mattina ha fatto eseguire il sequestro d'urgenza di tre vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico dell'Itrec di Rotondella (Matera).

Basilicata, chiuso l'impianto nucleare ITREC: riversava in mare acqua contaminata.

La Procura ipotizza i reati di inquinamento ambientale, falsita' ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. Ad ogni modo l'attivita' di smantellamento del sito, gestito dalla Sogin, potra' andare avanti. A seguito delle indagini coordinate dalla Dda di Potenza e dai Carabinieri del Noe, è stato effettuato in via d'urgenza il sequestro preventivo delle vasche di raccolta delle acque di falda, e della condotta di scarico dell'impianto della ditta in questione, nonché dell'impianto "ex Magnox" in area Enea. Le sostanze chimiche scoperte dagli investigatori nella falda acquifera sono state utilizzate per il trattamento delle barre di uranio/torio: le acque così contaminate dovevano essere poi trattate prima di essere smaltite ma, secondo quanto emerso dalle indagini, sono state invece sversate "tal quale" nel mar Jonio partendo dalla struttura, e dopo aver attraversato alcuni chilometri che separano lo stabilimento dalla costa.

L'indagine è nata dopo che sono state rilevate nel mare delle sostanze chimiche pericolose, leggasi il cromo esavalente e il tricloroetilene, e il conseguente grave stato di inquinamento ambientale. Gli effetti sulla salute della fauna marina, e indirettamente quelli sull'uomo, non sono ancora noti ma di certo la presenza di sostanze cancerogene è tutt'altro che rassicurante. "I responsabili dei siti - spiega la Procura della Repubblica di Potenza - sono obbligati ad adottare le indispensabili misure a tutela dell'ambiente e della salute pubbliche che fino ad oggi non erano state prese".

Altre Notizie