Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Alle Molinette il primo trapianto in Italia di rene da donatore dializzato

Alle Molinette il primo trapianto in Italia di rene da donatore dializzato Trapianto di rene da record in Italia: il primo da donatore dializzato
Machelli Zaccheo | 11 Aprile, 2018, 08:47

É un trapianto di reni che ha dell'incredibile quello effettuato dall'equipe medica dell'ospedale Molinette di Torino. Il donatore era deceduto in un ospedale piemontese per una patologia congenita. Una paziente di 60 anni di età curata con dialisi da cinque anni a causa di una nefropatia per calcolosi stava peggiorando vistosamente.

Il donatore, deceduto in un ospedale piemontese per una patologia congenita, nel suo decorso in Rianimazione è andato incontro a un grave peggioramento della funzione renale, tale da spegnere completamente la funzione dei reni e necessitare di dialisi continua per parecchi giorni.

L'altro rene è stato tempestivamente inviato, grazie al Centro di Coordinamento regionale trapianti (diretto dal professor Antonio Amoroso) all'ospedale di Novara, dove è stato trapiantato anch'esso con successo (responsabile del programma di trapianto renale professor Vincenzo Cantaluppi). Sembrava dunque non esserci rimedio. Il deterioramento generale non ha reso possibile il trapianto del fegato. Ma per i reni si è deciso un approfondimento seguendo diversi percorsi: una biopsia, una valutazione della perfusione, il tentativo di rivitalizzazione in macchinario. "Abbiamo ragionato approfonditamente in tante persone quella notte e la strategia si è dimostrata vincente", il direttore del dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Luigi Biancone. "Ma che ha sempre tenuto come punto fermo la sicurezza del ricevente".

L'organo è stato rivitalizzato in macchinario.

La biopsia (realizzata dagli anatomopatologi di Mauro Papotti) ha fatto emergere segni di danno significativi ma potenzialmente regredibili.

Raggiungere questo strepitoso risultato è stato possibile grazie alla cooperazione tra Chirurghi vascolari (diretti dal dottor Maurizio Merlo), Urologi (diretti dal professor Paolo Gontero) e Anestesisti (diretti dal dottor Pier Paolo Donadio).

L'intervento è tecnicamente riuscito con successo e oggi la sessantenne può condurre una vita normale grazie alle particolari cure farmacologiche atte a favorire la completa ripresa dell'organo trapiantato. Ha ripreso a orinare dopo qualche giorno - come previsto - e successivamente la funzione renale è salita a livelli ottimali.

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