Mercoledì, 25 Aprile, 2018

Scattano oggi le novità per le etichette alimentari

Pasqua 2018, Coldiretti: quasi 4 milioni di italiani in vacanza Etichette cibi, sarà indicato lo stabilimento di produzione
Esposti Saturniano | 05 Aprile, 2018, 17:05

I controlli sono stati affidati all'Ispettorato repressione frodi, chi non rispetta l'obbligo di trasparenza in etichetta rischia sanzioni che vanno da 2.000 a 15.000 euro. Gli operatori dovranno, pertanto, indicare la località e l'indirizzo dello stabilimento (o solo la località se questa consente l'immediata identificazione dello stabilimento) di produzione o di confezionamento, se l'alimento è confezionato in uno stabilimento diverso da quello dove è stato prodotto.

"L'obbligo - ricorda Tulio Marcelli presidente di Coldiretti Toscana - era già sancito dalla legge italiana (D.Lgs 109/1992, oggi sostituito dal D.Lgs 231/2017) ma era stato abrogato in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare".

La norma serve a fornire maggiori informazioni ai consumatori che potranno poi compiere delle scelte consapevoli al momento di effettuare i loro acquisti. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'entrata in vigore il 5 aprile dell'obbligo di indicare nell'etichetta degli alimenti, la sede e l'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento previsto dal Decreto Legislativo 15 settembre 2017 n. 145, dopo 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2017.

Secondo l'associazione dei consumatori, l'84% dei cittadini ritengono fondamentale conoscere, oltre all'origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione. Tuttavia, "insieme allo stabilimento di lavorazione - sostiene la Coldiretti - va al più presto prevista l'indicazione obbligatoria in etichetta per tutti gli alimenti degli ingredienti che è di gran lunga considerato l'elemento determinate per le scelte di acquisto dal 96% dei consumatori e quindi il parametro che dà valore".

Con il nuovo sistema, esauriti i vecchi lotti di alimenti, si dà il via ad una vera e propria operazione trasparenza che coinvolge anche i prodotti che qualificano anche la Dieta Mediterranea come olio, pelati e conserve di pomodoro, pasta e riso. Riportando questi dati, la Coldiretti sottolinea che tali simboli vengono usati spesso a sproposito e per questo ha avviato una campagna per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l'economia e bloccare le speculazioni. Una battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che ha portato molti risultati anche se - continua la Coldiretti - oltre 1/4 della spesa degli italiani è ancora anonima con l'etichetta che non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi ai succhi di frutta fino alla carne di coniglio.

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