Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Sacchetti bio: Cons.Stato, si possono portare da casa

Al supermercato coi sacchetti per la verdura portati da casa: c'è l'ok del Consiglio di Stato Sito Istituzionale della Giustizia amministrativa - Consiglio di Stato 29 marzo 2018 n. 859
Esposti Saturniano | 04 Aprile, 2018, 21:32

Oggi, però, ecco la svolta con l'ok da parte del Consiglio di Stato che sostanzialmente dà ragione ai consumatori permettendo loro di poter usare sacchetti monouso nuovi, acquistati al di fuori dell'esercizio commerciale e conformi naturalmente a quanto previsto dalla normativa in merito ai materiali che andranno a contatto con gli alimenti. Dallo scorso gennaio, non erano mancate le critiche per via di 1 o 2 centesimi richiesti per le bioshopper usate al supermercato non solo per l'acquisto di frutta e verdura ma anche pane e pesce.

Ma non è tutto: poichè la necessaria onerosità della busta in plastica ha come scopo anche quello di incentivare l'utilizzo di materiali alternativi alla plastica, meno inquinanti, quale in primo luogo la carta, dovrà anche ammettersi la possibilità di utilizzare contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quale frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore.

Il Consiglio di Stato ricorda i riferimenti normativi e il fatto che la norma disponga che "le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d'acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite".

La questione ha tenuto banco all'inizio dell'anno, quando è entrata in vigore la normativa che impone l'uso di sacchetti biodegradabili, compostabili e pagamento, col Decreto Mezzogiorno (legge 123/2017) che ha recepito la Direttiva UE n. 2015/720. E proprio dal dicastero ci si aspetta un regolamento nelle prossime settimane, proprio sulla base di quanto stabilito dal Consiglio di Stato. In questa ottica, la borsa, per legge, è un bene avente un valore autonomo ed indipendente da quello della merce che è destinata a contenere.

In tale contesto si inserisce la previsione della necessaria commercializzazione a pagamento delle buste di plastica in materiale ultraleggero che spinge a "sensibilizzare il consumatore relativamente all'utilizzo della borsa in materiale plastico, in quanto prodotto inquinante, inducendolo a farne un uso oculato e parsimonioso, potendo oltretutto la stessa essere riutilizzata in ambito domestico per le finalità più varie".

Dunque i consumatori potranno utilizzare sacchetti dagli stessi reperiti al di fuori degli esercizi commerciali nei quali sono destinati a essere utilizzati e gli operatori del settore alimentare non potranno impedire tale facoltà. Secondo quanto previsto dal Consiglio di Stato, inoltre, sarà consentito anche l'uso di "contenitori alternativi alle borse di plastica, comunque idonei a contenere alimenti quali frutta e verdura, autonomamente reperito dal consumatore".

L'acquirente, il cliente potrà "utilizzare sacchetti di plastica autonomamente reperiti" per comprare frutta e verdura nei supermercati, invece di acquistare quelli disponibili nei punti vendita, a condizione che siano "idonei a preservare l'integrità della merce e rispondenti alle caratteristiche di legge".

Dal loro canto, i negozi devono garantire il rispetto della normativa sull'igiene e la sicurezza alimentare.

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