Lunedi, 22 Luglio, 2019

Kenya, faglia di 15 km spacca la Rift Valley

Kenya rift split Paura in Kenya: si apre la terra in due [FOTO]
Evangelisti Maggiorino | 04 Aprile, 2018, 13:09

Lunga dieci chilometri e profonda sino a venti metri.

Come riporta La Stampa, qui la terra si è letteralmente spaccata, causando panico e stupore, tagliando strade e distruggendo case.

Secondo i geologi, tra 50 milioni di anni, quattro Paesi del Corno d'Africa, Somalia, metà Etiopia, Kenya e Tanzania, dovrebbero dividersi dall'Africa per formare un nuovo continente.

A causare la frattura sono state lunghe settimane di piogge, alluvioni e terremoti, che hanno esteso la linea di faglia che geologicamente taglia in due il continente.

Lungo i suoi quasi seimila chilometri sono presenti due sistemi più piccoli, chiamati Gregory Rift e Western Rift, ed entrambi sono costellati di vulcani.

"La valle ha una storia di attività tettoniche e vulcaniche", ha spiegato il geologo David Adede al giornale locale Daily Nation, "mentre la spaccatura è rimasta tettonicamente inattiva nel recente passato, ci potrebbero essere movimenti profondi all'interno della crosta terrestre che portano a zone di debolezza che si estendono fino alla superficie".

Per quanto riguarda la velocità con cui si è formata la frattura, non bisogna preoccuparsi: non c'è stata un'accelerazione nel processo di distacco delle placche africane, è un processo che durerà ancora decine di milioni di anni. Secondo questa teoria - che tutti dovremmo aver studiato a scuola - quando due placche si allontanano, creando tra loro una depressione che nel giro di milioni di anni si trasformerà in un fondale oceanico, una delle cose che succede è che la parte più superficiale della crosta terrestre si assottiglia, per via del calore proveniente dal magma sottostante e della tensione tra le due placche. Lo spessore della litosferanell'area si è infatti ridotto ad appena 20 chilometri, circa un quinto di quello delle altre terre emerse in tutto il mondo. L'azione delle piogge ha fatto il resto, aggravando la situazione idrogeologica.

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