Martedì, 19 Novembre, 2019

Processo a Cappato, il governo difende la legge contro l'aiuto al suicidio

Dj Fabo e processo Cappato. Il Governo si costituisce alla Consulta Dj Fabo, il governo si costituisce alla Consulta: resti la legge contro l'istigazione al suicidio ma non è un intervento
Evangelisti Maggiorino | 03 Aprile, 2018, 21:58

Il perché lo spiegano direttamente dal ministero della Giustizia. Non colpisce, ad esempio, precisano le stesse fonti, "chi, nel rispetto delle volontà del malato, gli fornisca le informazioni e la collaborazione nelle fasi antecedenti al compimento materiale del gesto". La Corte potrebbe perciò definire il giudizio con una cosiddetta sentenza interpretativa di rigetto, cioè fornendo i criteri per una interpretazione costituzionalmente orientata della norma. Lo ha affermato in una dichiarazione il deputato della Lega Alessandro Pagano.

La richiesta in questione è stata sollevata nel corso del processo (sospeso con la trasmissione degli atti alla Consulta) a Marco Cappato, il leader ed attivista radicale che aveva accompagnato il 40enne cieco e tetraplegico Fabiano Antoniani (soprannominato DJ Fabo) in una clinica svizzera, per aiutarlo a concludere le pratiche necessarie per porre fine alle sue incurabili sofferenze. Il Governo in Corte Costituzionale difenderà infatti il divieto del codice penale risalente agli anni '30 che norma il reato di cui è imputato Cappato. Il processo di primo grado era terminato nel febbraio scorso con l'assoluzione di Cappato.

"La scelta del Governo, oltre che del tutto legittima, è anche pienamente politica", osserva Filomena Gallo, vice-presidente dell'associazione.

Per quanto riguarda Marco Cappato, prosegue la legale, "il nostro obiettivo non cambia: vogliamo far prevalere, contro la lettera del codice penale del 1930, i principi di libertà e autodeterminazione riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalla Convezione europea dei diritti umani, nella convinzione che Fabiano Antoniani avesse diritto a ottenere in Italia il tipo di assistenza che, a proprio rischio e pericolo, ha dovuto andare a cercare all'estero con l'aiuto di Marco Cappato".

In questo modo il Governo ha deciso di costituirsi semplicemente dalla parte della legge, formando l'Avvocatura di Stato nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano, come sosteneva giorni fa in una lunga intervista su Avvenire il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli. Ciò è particolarmente rilevante in questo caso. "È singolare anche che si voglia avere nel processo una sola voce, senza che sia possibile prospettare tesi diverse, che sempre aiutano ad approfondire i problemi e a trovare corrette soluzioni".

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