Mercoledì, 25 Aprile, 2018

Risolto il mistero dei dischetti sul litorale laziale

Spiagge “invase” da dischetti di plastica: sequestrato un depuratore a Paestum Risolto il mistero dei dischetti sul litorale laziale
Machelli Zaccheo | 24 Marzo, 2018, 05:29

In seguito all'indagine si è capito che i filtri sono fuoriusciti da un depuratore a causa di un cedimento strutturale di una vasca dell'impianto, che purtroppo ha fatto sì che questi filtri si riversassero nel fiume Sele per poi confluire nel Mar Tirreno, fino a toccare gran parte del litorale fino alla Toscana. Ebbene, il lavoro delle strutture centrali e periferiche del Corpo delle capitanerie di Porto - Guardia Costiera ha accertato nelle vicinanze di un impianto di depurazione che si trova presso la foce del Sele e sugli argini del fiume, una forte concentrazione di questi filtri. Gli esperti hanno continuato a indagare insieme alla guardia costiera ed è emersa la soluzione al misterioso accadimento: si tratta di piccoli filtri sfuggiti per via di un guasto a un depuratore, il cedimento di una vasca dell'impianto nei pressi della foce del fiume Sele.

"Mentre prosegue l'attività di accertamento sul sito in questione, le informazioni finora acquisite sono state comunicate alla competente Autorità Giudiziaria di Salerno che ha assunto il coordinamento delle indagini, delegandole alla Capitaneria di porto di Salerno". Determinante è stata l'attività del personale del Nucleo Speciale d'Intervento della Guardia Costiera, coordinato dal Reparto Ambientale Marino. Al via su tutta la costa tirrenica, da Salerno a Livorno, la raccolta delle floitting bed e, con l'hashtag #cacciaaldischetto, questo l'appello di Clean Sea Life: "E allora, forza: da soli o in compagnia, guanti e sacchetto, questo fine settimana andiamo a in spiaggia a raccoglierne un po'!"

Da qui i dischetti, suppporti traforati su cui si annidano batteri che purificano l'acqua, sarebbero finiti nel fiume e di lì in mare.

La Capitaneria di Porto di Salerno, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale, ha sequestrato l'impianto di depurazione di Capaccio-Paestum. La scoperta è stata fatta dalla Guardia Costiera che, individuata la natura del prodotto - classificato come "filtri a biomassa adesa" utilizzati per la depurazione delle acque reflue - ha concentrato le proprie ricerche sulle aziende del settore. Ben venga quindi l'iniziativa di ripulitura delle coste, magari senza limitarsi ai dischetti ma raccogliendo anche gli altri materiali plastici (e non) spiaggiati. Soddisfazione è espressa dall'assessore Gianluca Mazzi, che ringrazia gli uffici comunali "per aver concretamente affrontato la seria problematica ambientale che ha investito anche il nostro litorale".

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