Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Celiachia, confermati i tetti di spesa dei prodotti senza glutine

Cibi per celiachia gratis, decreto lo conferma Cibi senza glutine per celiaci, decreto conferma gratuità
Machelli Zaccheo | 21 Marzo, 2018, 16:48

Al secondo punto dell'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni si legge infatti: "Parere, ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2, della legge 4 luglio 2005, n. 123, sullo schema del decreto ministeriale recante Limiti massimi di spesa per l'erogazione dei prodotti senza glutine, di cui alla legge 4 luglio 2005, n. 123, recante norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia".

È stato anche revisionato il Registro Nazionale degli alimenti senza glutine erogabili, che offre di nuovo gli alimenti definiti "ad alto contenuto di servizio", come piatti pronti e preparati.

Rimarranno gratuiti tutti gli alimenti senza glutine per i celiaci inclusi anche i piatti pronti e preparati. L'Associazione Italiana Celiachia (AIC) sottolinea che la terapia è garantita e l'assistenza ai celiaci assicurata, nonostante i tagli.

"Una riduzione del 19% che corrisponde ad un risparmio per lo Stato di circa 30 mln di euro, "non è una sforbiciata che compromette l'assistenza ai pazienti ma una revisione razionale, che tiene conto della riduzione dei costi degli alimenti senza glutine, calati dal 2006 a oggi del 7% nelle farmacie e fino al 33% nei supermercati, e dei fabbisogni energetici della popolazione definiti dalle più recenti evidenze scientifiche", è questo ancora quanto aggiunto dall'Associazione Italiana celiachia". Per questo l'Italia, all'avanguardia rispetto ad altri paesi europei, già in passato prevedeva dei tetti di spesa che consentivano di prendere gratuitamente i prodotti indispensabili al fabbisogno giornaliero.

L'Aic intende lavorare con i ministeri della Salute e della Funzione Pubblica per raggiungere un nuovo obiettivo, dei buoni di acquisto digitali che i pazienti celiaci potrebbero spendere dappertutto in Italia, anche in regioni diverse da quelle di residenza, per acquistare alimenti senza glutine.

La revisione dei tetti di spesa, spiega Giuseppe Di Fabio, presidente di AIC è infatti "solo una parte dei cambiamenti dell'assistenza ai celiaci: il nuovo modello organizzativo voluto da Aic prevede anche un'assistenza più razionale, trasparente e semplice attraverso buoni digitali che possano essere spesi anche fuori dalla Regione di residenza".

I tetti di spesa per l'acquisto degli alimenti senza glutine per i celiaci sono fissati in base all'età, al genere e ai relativi fabbisogni calorici dei pazienti. "Il 22 novembre scorso è stato istituito un tavolo di lavoro fra Ministero della Salute e Ministero della Funzione Pubblica per favorire la spendibilità dei buoni in tutte le Regioni ed è allo studio una campagna di informazione sull'educazione alimentare senza glutine; inoltre, continua l'impegno del Ministero per la qualità degli alimenti senza glutine, come dimostra la disponibilità dell'industria per migliorare i profili nutrizionali dei prodotti". Dai 14 ai 17 anni diventa 124 euro per i maschi e 99 euro per le femmine, per poi scendere nella fascia 18-59 anni a 110 euro per i primi e 90 per le seconde. Ma a preoccupare è anche l'enorme 'sommerso' della malattia, tanto che si stima che siano 408mila i celiaci non ancora diagnosticati in Italia, come emerge dalla Relazione sulla celiachia 2016 del ministero della Salute al Parlamento.

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