Giovedi, 20 Settembre, 2018

L'anatema del Papa: "Chi va a prostitute è un criminale"

Friuli shock sfrutta donne italiane e le fa prostituire arrestato un contadino Il Papa: “Chi va con le prostitute è un criminale, tortura le donne”
Evangelisti Maggiorino | 19 Marzo, 2018, 17:44

Sono parole pesantissime quelle pronunciate da Papa Francesco nel dialogo con i giovani al "presinodo", dove una giovane sottratta allo sfruttamento ha preso la parola nella prima sessione.

Sono cattolici, battezzati, magari frequentatori abituali delle parrocchie, la maggior parte dei clienti delle prostitute. Alcuni governi cercano di fare pagare multe ai clienti. "È un problema grave, grave, grave".

Bergoglio invita quindi i giovani a lottare contro questa "malattia": "Questa è una delle lotte che chiedo a voi giovani di fare, per la dignità della donna".

LAVORO - Il Pontefice tocca anche l'argomento lavoro, molto sentito tra i giovani: "Sono emarginati dalla vita pubblica e costretti a mendicare occupazioni che non garantiscono un domani". Chi fa questo è un criminale. Il Pontefice ha spiegato che andare a prostitute equivale a torturare una donna. Il Papa ha ribadito: "Questa è una schiavitù di oggi". E' da non credere: una è stata rapita in Moldavia e portata legata a Roma, nel portabagagli, minacciata di uccidere i genitori. Le ragazze mi raccontavano che iniziavano i lavori e per difendersi attivano una 'schizofrenia difensiva', isolano cuore e mente e solo dicono: questo è il mio lavoro. Una delle ragazze ha detto che due volte non aveva portato la somma che doveva e le hanno tagliato l'orecchio, ad altre hanno spezzato le dita. Ci sono i giorni di 'ammorbidimento' quando arrivano: ti picchiano, torturano e alla fine cedi. E' una schiavitù di oggi. "E qui in Italia, parlando di clienti, è verosimile che il 90% sono battezzati, cattolici". E sono anche tanti. "Penso allo schifo che devono sentire queste ragazze quando questi uomini le facciano fare qualcosa". Una volta che Buenos Aires visitavi in ospedale i feriti nell'incendio di una discoteca in terapia intensiva c'erano degli anziani che avevano perso il senso, avevano avuto un ictus. "Anziani, giovani, queste ragazze sopportano tutto". "Così si difendono senza alcuna speranza".

"Quando si liberano - ha continuato il Papa - spesso non hanno il coraggio di denunciare, ma non sono codarde: amano tanto la famiglia e non vogliono che i genitori e i fratelli siano sporcati". Loro hanno un metodo, in quanto le ragazze sono sorvegliate i volontari fanno così per aiutarle: si avvicina uno di loro, e quelli pensano che si accordino sul prezzo, cioè chiedano: 'quanto costi?'. La ragazza sente, loro gli danno il biglietto con scritto: 'ti porteremo via, non lo saprà nessuno.

Certo, l'opera delle comunità di Don Benzi così come le "tante altre" in giro per il mondo ancora non sono sufficienti a contrastare questo "crimine contro l'umanità", perpetrato a volte anche da chi la mattina magari va a messa e dalle stesse donne.

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