Среда, 19 Сентября, 2018

VII Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i Disturbi del Comportamento Alimentare

Disturbi alimentari, + di 3mila vittime all'anno in Italia. Età esordio sempre più bassa Disturbi alimentari uccidono migliaia di persone: il percorso motivazionale
Machelli Zaccheo | 17 Марта, 2018, 06:45

A Cuneo prenderà il via una mostra fotografica dal titolo "Cambia prospettiva" un chiaro segnale di speranza per chi soffre di queste patologie e per le loro famiglie, a Grosseto si svolgeranno degli incontri e dei convegni con i ragazzi delle scuole, a Latina si faranno delle consulenze gratuite.

L'affluenza del Centro, che copre una fascia di età dai 14 ai 65 anni, è sempre più spostata verso gli adolescenti.

E' stato accertato che gran parte dei pazienti con disturbi alimentari ha una scarsa consapevolezza della problematica e ha poca voglia di rivolgersi da uno specialista per risolverla.

La situazione della nostra provincia non si discosta dai preoccupanti dati nazionali: "Ogni giorno riceviamo una media di 30 telefonate non solo dal Varesotto, il nostro centralino è ormai una sorta di centro d'ascolto, anche perché davvero c'è una carenza di strutture, mancano gli ambulatori, le strutture che ascoltino e accolgano chi ancora non ha bisogno dell'inserimento in una comunità".

I disturbi del comportamento alimentare comprendono 3 forme principali: anoressia, bulimia e sindrome da alimentazione incontrollata (binge eating disorder).Tutti questi disturbi alimentari sono accomunati dal pensiero ossessivo del cibo, dalla paura morbosa di diventare sovrappeso abbinata ad una percezione deformante del proprio corpo e ad una bassa stima di se.

Il rapporto malato con gli alimenti, quale espressione di disagio, però non è una condanna a vita purché l'intervento sia tempestivo. Altrimenti, se non trattati in tempi e con metodi adeguati, i disordini alimentari possono diventare una condizione permanente e nei casi gravi portare alla morte.

Cosa ritarda la diagnosi? Numeri, è bene precisarlo, che non descrivono tutti i pazienti in cura che possono rivolgersi anche ad altre realtà.

Allora attenzione ad alcuni campanelli di allarme: tendenzialmente cambiano il comportamento alimentare, il modo di stare a tavola, la modalità di selezionare le vivande e sminuzzarle. "A tal proposito, si consiglia di consultare, sul sito disturbialimentarionline.it, la mappa del Ministero della salute con i centri specializzati regione per regione o di rivolgersi al numero verde 800180969". "Occhi aperti, dunque, e attivatevi per iniziare un percorso riabilitativo, perché si tratta di gravi patologie psichiatriche che richiedono il supporto specialistico per uscirne".

Non è la sua unica eredità: già dall'anno dopo la sua tragedia Stefano ha deciso di istituire una giornata per ricordarla "o meglio - racconta - per incontrare altre persone e con la mia testimonianza impedire che vivessero quello che era capitato a noi".

Il modello di cura consigliato, come illustrato nelle Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell'alimentazione, è di tipo multidisciplinare integrato: gli interventi nutrizionali devono essere sostenuti da un approccio psicologico individuale e familiare, perché anche la famiglia si ammala e va aiutata ad aiutare.

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