Martedì, 18 Settembre, 2018

Trivelle nell'Adriatico: respinti i ricorsi delle Regioni. La protesta del M5S

Ricerche di petrolio nell'Adriatico bocciati i ricorsi di Abruzzo e Puglia «Via libera alle trivelle in Adriatico» Bocciato il ricorso di Abruzzo e Puglia
Evangelisti Maggiorino | 13 Marzo, 2018, 20:52

Una decisione che, di fatto, riapre la caccia al gas e al petrolio nei fondali marini lungo un'area di oltre 30mila metri quadrati, da Rimini a Termoli e da Rodi Garganico a Santa Maria di Leuca.

Adesso il Consiglio di Stato, come riportato da Repubblica, con alcune sentenze rese note tra il 28 febbraio e l'8 marzo ha respinto definitivamente i ricorsi di Abruzzo e Puglia, consentendo la trivellazione e la ricerca di gas praticamente in tutto il mar Adriatico, dall'Emilia-Romagna alla Puglia.

Sia la Regione Abruzzo che la Puglia avevano chiesto l'annullamento del parere di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero. Una prima sentenza contraria era già arrivata sempre nel 2016 dal Tar del Lazio: la Regione Puglia sosteneva che le perforazioni marine creavano problemi alla tutela ambientale, tra le altre cose disturbando la vita dei cetacei. Inoltre occorre urgentemente fermare tutte le richieste non ancora autorizzate di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi non solo per tutelare la pesca ma anche per preservare i nostri gioielli del turismo green: "le cosiddette precauzioni adottate dal Ministero dell'Ambiente sanno di beffa per quanto sono ridicole".

Iniziativa che aveva tarpato alle tre nuove Via per la ricerca di petrolio al largo delle coste pugliesi: due a beneficio della "Global Med" a ridosso del Golfo di Taranto e una alla "Global Petroleum Limited", al largo di Bari. I motivi di ricorso sono stati giudicati in parte infondati in parte inammissibili e molte delle censure sono state giudicate "generiche".

Nel frattempo, le associazione ambientaliste tornano all'attacco in difesa del mare: "Ribadiamo il nostro appello, questa volta rivolgendoci ai parlamentari pugliesi neoeletti, nonché alla Regione, di farsi promotori di una legge che vieti la tecnica dell'air gun, estremamente pericolosa e impattante per l'ecosistema marino", afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.

Il Coordinamento Trivelle Zero Molise esprime forte delusione e preoccupazione per la sentenza del Consiglio di Stato.

Obiettivo? "Avere un quadro degli effetti cumulativi delle attività petrolifere in corso, visto che la nostra regione continua a far gola alle società petrolifere", spiega Tarantini.

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